Arriva il Ghibli, anzi lo Scirocco

La storia, seppur alla rovescia, è assimilabile a quella ben più interessante che si accompagna al Buran asiatico, che una volta giunto in Europa diventa Bora o Grecale. Il Ghibli diventa Scirocco. Non appena lascia l’Africa e attraversato il mare, cambia nome e diventa Scirocco, tant’è che nessuno si sognerebbe di continuare a chiamarlo Ghibli.

Ma se il vento gelido delle steppe siberiane arriva presso le nostre lande edulcorato dal lungo viaggio, soprattutto se si trova a passare sopra un continente sgombro da copertura nevosa, l’alito caldo del Ghibli, rimanipolato come Scirocco, arriva da noi praticamente a pieni giri, fatta eccezione per il breve transito sul mare, che oltretutto lo incattivisce per quanto riguarda le caratteristiche termodinamiche. Lo Scirocco inoltre sta diventando quasi un piatto tipico servito a cadenze regolari e sempre più frequenti, tanto da essere praticamente il simbolo climatico della Sicilia.

Il Ghibli è dunque un vento caldo e secco tipico della Libia, che soffia da sud o da sud-est. Trasporta aria prelevata dalle dune del Sahara che solleva fino a grandi altezze verso la costa mediterranea. Le polveri più fini riescono talvolta a sorvolare il mare e ad approdare sull’Italia con gli effetti che tutti ben conosciamo Ingialliscono la neve ma soprattutto possono accompagnarsi a repentini rialzi delle temperature.

Celebri sono le mareggiate che vi si accompagnano, specie sul mar Ionio, e che possono contare su un’estensione di mare sufficiente a sollevare onde davvero gigantesche.

Luca Angelini