
Sulle regioni meridionali quasi non se ne era mai andato (proprio in queste ore i termometri stanno mettendo giudizio rientrando nei valori medi del periodo), ma sul resto dell’Italia, soprattutto al nord, si era avuta l’impressione di esserne ormai fuori per quest’anno. E invece quanto emerge dalle analisi numeriche probabilistiche (vedi grafico qui sotto), l’espansione del promontorio nord-africano atteso per il fine settimana inviterà il caldo estivo ad affondare ancora una volta la mano su tutta l’Italia.

Gli scarti delle temperature rispetto alla media non saranno da record, tuttavia nel prossimo weekend, e forse, per quanto riguarda il centro-sud, anche fino al 12-13 settembre, assisteremo ad una generale scaldata. Sul medio termine comunque le risultanze dei modelli numerici sembrano piuttosto discordanti: alcune corse probabilistiche indicherebbero un break già tra martedì 9 e mercoledì 10, quanto meno al nord e su parte del centro, con possibili temporali. Rimane in bilico la situazione al sud. Dunque prendiamo per buona la scaldata del weekend salvo poi tornare sul discorso per quanto riguarda l’andamento successivo.
Gli ingredienti tipici delle invasioni termiche nord-africane si accompagneranno quindi per quei giorni a cieli velati, caldo via via più afoso e temperature massime che, nei giorni del picco atteso all’inizio della prossima settimana, potrebbero tornare a raggiungere i 35 gradi al centro-sud e in Sardegna, superare i 30-32°C su quelle settentrionali. Il livello dello zero termico sulle Alpi potrebbe ampiamente superare i 4mila metri e far ripartire la fusione delle superfici dei ghiacciai che nelle ultime ore avevano beneficiato di nevicate e temperature sotto zero.
La cronologia di questa possibile ondata di caldo è rappresentata nell’animazione in fondo all’articolo. Per ora basti tenere presente questa eventualità. Nei prossimi editoriali comunque confermeremo e approfondiremo ulteriormente la questione. Continuate a seguirci.
Luca Angelini
