Chernobyl 1986: le particelle radioattive raggiunsero persine le Canarie

Dopo diversi anni di studi, nove ricercatori delle Università di La Laguna e Malaga (Spagna) hanno per la prima volta dimostrato scientificamente e ufficialmente il meccanismo che ha permesso alle particelle prodotte dal disastro alla centrale nucleare di Chernobyl (oggi Ucraina) dell’aprile 1986 di attraversare l’intera Europa fino a raggiungere addirittura le Isole Canarie. Nel team, che ha pubblicato il risultato degli studi da loro condotti già da diversi anni, sul “Journal of Geochemical Exploration“, è intervenuto anche lo scienziato José Carlos Fernández Aldecoa, che trattò l’argomento già nella sua tesi di dottorato del 2000.

Le Isole Canarie non compaiono su nessuna mappa sulla dispersione delle particelle emesse dal disastro di Chernobyl del 1986, ancora ai tempi dell’URSS, perché i quasi 4.600 chilometri che la separavano dalla centrale nucleare rendevano molto improbabile che avrebbero raggiunto le isole… ma invece sono arrivate. È ora che si sa come è successo.

Quasi cinque anni dopo il peggior incidente nucleare della storia, tra il 1990 e il 1991, uno studio condotto nell’arcipelago ha rilevato la radiazione di cesio-134 nel suolo di tre delle quattro isole analizzate. Nel 1994, le sorgenti di radiazioni al cesio-134 nelle Isole Canarie erano già decadute al di sotto della rilevabilità, ma sono state ancora trovate tracce di un altro isotopo del cesio, 137.

La presenza di cesio-134 in natura è estremamente rara, quindi si presume che possa provenire solo da due fonti: la detonazione di una bomba atomica o una centrale nucleare.

Poiché il ciclo di vita del cesio-134 è molto breve (in soli cinque anni i suoi livelli di attività scendono al 19% dell’originale) e, a quel tempo, era trascorso più di un decennio dall’ultimo test di armi nucleari effettuato a cielo aperto nel mondo (Cina, 1980), queste particelle dovevano provenire proprio da Chernobyl.

Fonte: Journal of Geochemical Exploration

Report Luca Angelini