Clima: contro la disinformazione contano di DATI

“Sul nord Italia fa freddo e piove: ma come non c’era il riscaldamento globale?” Sempre più spesso taluni intervengono a commentare i nostri editoriali ponendo questa osservazione, che di errato ha fondamentalmente due aspetti: il primo deriva dal fatto che una singola fase meteorologica (che può durare un giorno, una settimana o anche tre mesi) non c’entra nulla con l’andamento climatico (che invece ha tempi di sviluppo di almeno 30 anni consecutivi). Il secondo aspetto deriva dall’incapacità di capire la scala degli eventi: un fenomeno locale (il maltempo sul nord Italia) non può essere trattato alla stregua di un evento che interessa tutto il mondo (globale significa su tutto il mondo appunto). Se al nord fa fresco infatti su un altra zona (magari anche sul nostro Meridione) fa decisamente più caldo e pertanto saremmo pari.

Nel suo ultimo Rapporto sul Clima, l’IPCC (il Gruppo intergovernativo sul cambiamenti climatici) ha riconosciuto che la “retorica e la disinformazione sui cambiamenti climatici e il deliberato boicottaggio della scienza, hanno contribuito ad una generale percezione errata della realtà, con relativo dissenso verso il mondo scientifico e quindi il rischio e l’urgenza derivanti dal cambiamenti climatici sistematicamente ignorati. ”

Fa strano dover pubblicare ancora questi grafici, eppure il discorso delle attribuzioni al trend termico globale in atto dovrebbe essere superato. Il Quinto Rapporto Valutazione IPCC è riassunto nel grafico qui sotto: il grafico mostra l’influenza dei diversi fattori sulla temperatura dal 1950 al 2010. In nero le temperature osservate mentre la somma delle forzanti antropiche è in arancione. GHG sono tutti i gas serra ben miscelati. NAT sono le forzanti naturali, come attività solare e vulcanica e la variabilità interna è una stima del potenziale impatto di alcune oscillazioni tipo AMO, ENSO etc.

Il fatto incontrovertibile è che la scienza ha provato a giustificare l’attuale trend termico globale in atto attraverso cause naturali, ma non c’è riuscita andando sempre a ricadere sulla barra arancione.

Francesco Nucera e Luca Angelini