Come potrebbe essere la prossima estate? Copernicus ci prova

Per quanto molti di noi ancora non lo abbiano capito, non esiste alcun modo per poter formulare previsioni oltre i 7-10 giorni che risultino valide da un punto di vista scientifico. Per le lunghe scadenze ci si può però affidare al segnale medio che emerge dai calcoli dei modelli cosiddetti “stagionali“, i quali non sono impostati come i classici modelli di previsione, ma forniscono un quadro su base statistica che può essere utile ad abbozzare una linea di tendenza di massima e comunque a scala continentale.

Ecco allora cosa è emerso dall’analisi condotta da Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione europea, che si avvale del prestigioso Centro di Calcolo ECMWF di Reading., riguardo il prossimo trimestre estivo, comprendente i mesi di giugno, luglio e agosto.

I predetti modelli di previsione continuano a favorire il decadimento del recente evento El Niño durante l’estate nell’emisfero settentrionale e mostrano probabilità superiori alla climatologia per condizioni oceaniche simili a La Niña all’inizio dell’inverno (figura qui sotto).

PIOGGE: il segnale medio previsto per anomalie della circolazione atmosferica che potrebbero influenzare l’estate europea sono deboli; tuttavia sussiste una maggior probabilità di assistere a precipitazioni leggermente superiori alla media nei Paesi del nord Europa e di precipitazioni inferiori alla media nei Paesi a ridosso dell’area mediterranea, principalmente Spagna e Grecia. In Italia la probabilità maggiore è quella di assistere a precipitazioni in linea con le medie del periodo considerato (giugno/luglio/agosto, vedi mappa qui sotto)).

TEMPERATURE: per quanto riguarda l’andamento delle temperature, in tutta Europa sussiste un’alta probabilità di avere temperature superiori alle medie del trimestre estivo. Questa probabilità è molto elevata, pari l’80° percentile nel periodo di riferimento. I settori dove l’anomalia sarà più evidente, e pertanto dove farà più caldo, saranno le nostre regioni meridionali, la Grecia e tutto il bacino orientale del Mediterraneo fino al Medio Oriente (ultima cartina in basso).

Fonte dati: Copernicus – ECMWF

Report Luca Angelini