Copernicus: ecco come sarà la prima parte dell’Inverno

Il sistema di monitoraggio e previsione Copernicus, che si avvale della collaborazione dei più prestigiosi sevizi meteorologici mondiali (l’ECMWF , The Met Office , Météo-France, il Servizio Meteorologico Tedesco Deutscher Wetterdienst, DWD , il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, CMCC , il NCEP Centri nazionali per la previsione ambientale, NCEP  del Servizio meteorologico nazionale degli Stati Uniti, l’Agenzia meteorologica giapponese ( JMA ) e Ambiente e cambiamenti climatici canadesi ( ECCC ) può contare su prodotti numerici all’avanguardia, tali da consentire di dare uno sguardo scientificamente valido alla tendenza meteo a lungo termine.

Grazie a queste analisi incrociate possiamo tracciare un quadro ragionevole di come potrà evolvere la prima parte dell’inverno, comprendendo la seconda metà di dicembre e tutto il mese di gennaio. Le mappe allegate ci aiutano a valutare i principali parametri e la relativa attendibilità probabilistica.

TEMPERATURE: si parte anzitutto da una situazione che vede condizioni caratterizzate da pressione atmosferica superiore alla media sul Polo Nord e una pressione inferiore alla media alle medie latitudini settentrionali (45-60mo parallelo, vedi figura sopra). Questo genera una elevata probabilità che le aree settentrionali europee, in particolar ei Paesi scandinavi, la Finlandia e la Russia possano frequentemente trovarsi in condizioni di temperature al di sotto della media. Valori mediamente nella norma sono stati stimati per le Isole Britanniche, la Mitteleuropa e la Russia centrale. Dalle Alpi verso sud invece la probabilità maggiore è quella di assistere a condizioni medie caratterizzate da temperature al di sopra della media. Per quanto riguarda l’Italia nord più vicino alla media, centro e sud, più miti del normale. L’analisi è riassunta nella mappa qui sotto esposta.

PRECIPITAZIONI: in relazione al tipo di circolazione sopra descritto risulta una elevata probabilità di avere tempo spesso secco alle latitudini subpolari comprendenti anche Islanda, Norvegia, Lapponia e estremo nord della Russia. Scendendo di latitudini si incontra poi una estesa fascia caratterizzata con buoni magrini di probabilità da precipitazioni superiori alla media; tra i Paesi interessati segnaliamo il sud dell’Inghilterra, l’ovest della Francia, l’area alpina, specie quella settentrionale, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia, nord-ovest della Romania e Ucraina occidentale. Piovosità di poco superiore alla norma anche sul resto del nord Italia, mentre il resto del nostro Paese si attesterà su condizioni in linea con le medie del periodo. La relativa analisi è riportata nella figura in fondo all’articolo.

Fonte: Lavoro completo Copernicus

Report Luca Angelini