Copernicus: Europa in preda ai fenomeni estremi nel 2023

La settima edizione dello Stato europeo del clima (ESOTC) descrive le condizioni nel 2023 e, per la prima volta, è stata prodotta congiuntamente dal  Copernicus Climate Change Service (C3S) e dall’Organizzazione  meteorologica mondiale (WMO) . Il rapporto presenta un’analisi dettagliata delle condizioni climatiche, degli eventi chiave e del loro impatto in tutto il continente. Il dato che salta subito all’occhio è l’aumento generalizzato dei fenomeni estremi in Europa.

Dagli anni ’80, l’Europa si è riscaldata due volte più velocemente della media globale, diventando il continente con il riscaldamento più rapido. Ciò è dovuto a diversi fattori, tra cui la percentuale di territorio europeo nell’Artico, che è la regione a più rapido riscaldamento della Terra. Il rapido riscaldamento dell’Europa è causato anche dai cambiamenti nella circolazione atmosferica che provocano ondate di caldo estivo più frequenti.

Un aumento delle precipitazioni estreme ha portato nel 2023 a eventi catastrofici, come le inondazioni diffuse osservate in Italia, Grecia, Slovenia, Norvegia e Svezia. Nel frattempo, l’Europa meridionale ha sofferto di siccità e incendi diffusi. Nel complesso, la frequenza e la gravità degli eventi estremi sono in aumento. Le stime indicano che le perdite economiche derivanti da eventi meteorologici e climatici in Europa hanno raggiunto i 13,4 miliardi di euro nel 2023. Milioni di persone sono state colpite e almeno 151 vite sono andate perse a causa di inondazioni, tempeste e incendi.

TEMPESTE: nel 2023, l’Europa ha dovuto affrontare numerosi eventi alluvionali in tutto il continente, che hanno colpito circa 1,6 milioni di persone.

Nel mese di maggio, furono colpite da inondazioni alcune zone dell’Italia con ben 23 fiumi esondati. Ciò portò all’evacuazione di 36.000 persone e provocò tragicamente 15 morti.; si ricordi in particolare l’alluvione dell’Emilia-Romagna, Nel mese di agosto due terzi del territorio sloveno sono stati inondati, provocando l’evacuazione di 8.000 persone e la perdita di sei vite umane. Anche la Norvegia e la Svezia hanno subito inondazioni nel mese di agosto, aggravate dal crollo parziale di una centrale idroelettrica in Norvegia. Settembre ha portato piogge e inondazioni da record in Grecia, Bulgaria e Turchia. Ciò ha provocato 17 vittime in Grecia, otto in Turchia e quattro in Bulgaria. Circa 700 chilometri quadrati di territorio greco sono stati allagati, con alcune aree che hanno ricevuto in un solo giorno precipitazioni pari a una media di un anno. 

SICCITA’ E INCENDI: i dati dell’ESOTC 2023 mostrano che la stagione degli incendi nel 2023 era iniziata prima del normale, con roghi significativi nelle catene montuose del Mediterraneo, come i Pirenei, già nel mese di febbraio. Le successive condizioni di siccità hanno portato a vasti incendi, in particolare nella penisola iberica, esacerbati da precipitazioni inferiori alla media e da un’umidità del suolo inferiore alla media nei mesi di marzo e aprile. Condizioni favorevoli alla propagazione degli incendi sono state osservate nel nord Europa all’inizio dell’estate, seguite da situazioni simili nel sud nei mesi di luglio e agosto, culminando nel più grande incendio registrato nell’UE, che ha bruciato 96.000 ettari ad Alessandropoli, in Grecia. La stagione degli incendi del 2023 nell’UE ha visto la quarta area bruciata più grande mai registrata, per un totale di circa 500.000 ettari.

Fonte: Copernicus ECMWF

Report Luca Angelini