Cosa si intende per “tempo instabile” in meteorologia?

Spesso nei bollettini viene indicata in previsione una situazione di “tempo instabile“. Cosa significa? Accantonati i giudizi superficiali di chi non conosce la materia e indica il lavoro dei meteorologi come quello di chi non sa che pesci pigliare, il tempo instabile è una condizione ben precisa, che deriva da una ben nota situazione generale e porta conseguenze a livello locale.

Il tempo è instabile quando l’atmosfera è instabile ovvero quando, a parità di pressione, aria fresca si trova a sorvolare aria calda. Essendo l‘aria fresca più densa e pesante, tende a sprofondare costringendo quella calda e leggera a sollevarsi bruscamente producendo annuvolamenti e anche precipitazioni a carattere di rovescio. Nubi e precipitazioni non si presentano in forma estesa, ma irregolare generando quindi condizioni di tempo instabile, ossia caratterizzato dal rapido alternarsi tra schiarite e annuvolamenti.

Qualora questi ultimi abbiano modo di ricevere una spinta sufficiente, possono generare temporali. Il temporale raccoglie l’aria fredda presente in quota e la rovescia meccanicamente verso il suolo sotto forma di pioggia. Ecco perché questo tipo di precipitazione è perciò chiamato “rovescio“. Esaurito il nostro acquazzone l’energia di contrasto è stata dissipata e il cielo si apre, torna il sole ma sarà meglio non fidarsi; in condizioni di aria instabile il ciclo descritto potrà ricominciare. Sarà meglio non farci sorprendere…

Luca Angelini