Esclusivo: ecco perché l’eccesso di CO2 atmosferica è di origine antropica

Perché siamo così sicuri che la CO2 che va accumulandosi sempre più in atmosfera sia di origine antropica e derivi dalle nostre combustioni fossili? Perché il carbonio di quelle molecole ha una precisa impronta digitale (fingerprint).

Si deve sapere, infatti, che la materia contenente carbonio ha quantità relative diverse di carbonio-12 “leggero” (12C), carbonio-13 “pesante” (13C) e carbonio-14 radioattivo (14C). I vegetali sono ricchi di 12C, perché il suo peso minore è più facilmente utilizzabile dalle piante durante la fotosintesi. Le emissioni vulcaniche sono ricche di 13C. Il rapporto tra 13C/12C nell’atmosfera e negli oceani è all’incirca lo stesso. Il 14C, poi, è radioattivo e dunque decade al passare del tempo. La materia organica giovane ha più 14C di quella più vecchia e i combustibili fossili (che sono materiale organico ad alta concentrazione di 12C, vecchio di milioni di anni) non presentano 14C misurabile.

Con l’aumento delle concentrazioni di anidride carbonica nell’atmosfera nell’ultimo secolo o anche più, il rapporto 13C/12C è diminuito (vedi figura), il che significa che la fonte dell’anidride carbonica extra deve essere stata arricchita di 12C “leggero”. Nel frattempo, la quantità relativa di 14C – carbonio radioattivo – è diminuita.

In sostanza, quindi, ciò che ha causato un aumento di CO2 in atmosfera deve essere una fonte di anidride carbonica che provenga da piante terrestri (perché sono impoverite di carbonio-13 “pesante”), che sia così vecchia che il carbonio-14 che conteneva un tempo sia decaduto a livelli non rilevabili (e che sia in grado di creare un impulso di anidride carbonica più grande e più rapido di qualsiasi altro che si sia verificato almeno negli ultimi milioni di anni). I vulcani non possono essere, perché determinano CO2 ricca di carbonio-13. I mari più caldi neppure perché il rapporto 13C/12C è sostanzialmente lo stesso di quello dell’atmosfera. Solo i combustibili fossili soddisfano tutti questi criteri!

Antonello Pasini Climatologo