Eventi freddi estremi: scompariranno per sempre o li rivedremo?

Il riscaldamento globale, evento che dovrebbe ormai essere assodato e conclamato, comporta un aumento medio delle temperature. Questo comportamento del parco delle temperature globali risulta particolarmente evidente da un particolare grafico detto “gaussiano” (vedi in fondo all’articolo), rappresentato da un onda, una campana. Osservando tale grafico si può notare uno “scivolamento” della campana verso destra (ovvero verso temperature più elevate) tuttavia, se fosse l’unico aspetto, dovremmo assistere alla scomparsa degli eventi meteorologici di freddo estremo. E invece così non è (e il motivo lo vedremo tra poco).

C’è anche un secondo effetto sulla distribuzione dei valori: la modifica della deviazione standard o, se preferite, del punto di flesso dove la campana passa da concava a convessa… e così la distribuzione degli eventi meteorologici diventa più bassa e si allarga! Cosa significa? Vuol dire che, combinando i due effetti insieme, vediamo che, oltre all’aumento delle temperature medie, non si ha l’attesa scomparsa degli eventi estremamente freddi, mentre aumentano e di molto quelli estremamente caldi, in frequenza e in intensità.

In definitiva: il riscaldamento globale non azzera gli eventi meteorologici di freddo estremo, ma li riduce in frequenza e intensità rispetto a quelli di caldo estremo. Non sono quindi, ahimè, una eventuale nevicata, una tempesta, bufera, una brinata o qualche giorno d’inverno a doverci far rallegrare…

Federico Benuzzi