Fine novembre: quel FREDDO che si perde tra leggende, illusioni e falsi miti

“Al lupo, al lupo!” E un giorno il lupo arriverà, ma senza aver ascoltato alcuna esclamazione perchè il richiamo sarà quello della natura. Lo stesso, prima o poi, accadrà anche per il freddo, così tanto richiesto e ricercato da essere diventato merce rara, quasi a dispetto di coloro che lo invocano con invidiabile costanza, sedimentando però nel tempo figuracce e inaffidabilità.

L’attesa spasmodica del freddo nel semestre invernale, argomento che avevamo già iniziato a trattare qualche giorno fa in questo editoriale, passa infatti anche da carte come quella che vi ho voluto proporre nella figura in alto. Ora, se cliccate sopra per aprirla (tranquilli il click non è a pagamento, ne genera profitti), noterete che si tratta dell’ormai nota mappa probabilistica elaborata con tecnica d’ensemble, la quale fornisce appunto la probabilità che un evento si verifichi.

Quale evento vogliamo indagare oggi?

Naturalmente proprio quello che qualcuno dà per scontato e che invece proprio scontato non è, ossia il FREDDO  e il GELO paventati per il periodo a cavallo tra fine novembre e inizio dicembre: osservate quel campo azzurro, che mette in evidenza la possibile area interessata da un afflusso di aria fredda che potrebbe mettersi in moto dal nord Europa.

  • Prima cosa da notare:  la distanza dall’Italia del margine periferico  dell’aria fredda (al di là dell’Adriatico).
  • Seconda cosa: la distanza tra lo scenario più favorevole al freddo (cluster verde che lambisce l’Adriatico) e quello meno favorevole (cluster arancio sul mar Nero).
  • Terza cosa: la portata dell’eventuale discesa che trasporterebbe aria polare marittima fredda (e non artica gelida).
  • Quarta cosa: la posizione dell’asse di colata, posto ad est e quindi a valle del flusso portante.
  • Quinta cosa: la lunghezza d’onda che non evidenzia ne blocchi ne tanto meno retrogressioni.

freddoCosa vuol dire tutto questo?

Per il punto uno (“prima cosa”), semmai si avrà effettivamente una discesa di aria fredda, l’influenza di quest’ultima sull’Italia sarà marginale. Per il punto due, dobbiamo anche tenere conto dell’affidabilità ancora precaria del comportamento futuro dell’atmosfera, come si evince dalla distanza tra gli scenari estremi su oltre mille chilometri. La terza osservazione ci invita a valutare l’eventuale spessore dell’irruzione fredda, certamente non eclatante data la natura della massa d’aria in arrivo. Infine, ai punti quarto e quinto, abbiamo anche il dubbio sulla traiettoria di tutto il blocco freddo, il quale potrebbe sfuggire verso est andando ad investire l’Europa orientale, sfiorandoci appena con un calo delle temperature dell’ordine di qualche grado e per un paio di giorni.

Ah dimenticavo, la carta si riferisce al giorno 29 novembre, 140 ore circa di anticipo, limite massimo della predicibilità a media scadenza. Tutto quanto avverrà dopo (seconda carta qui sopra) è top secret e questo ce lo suggerisce soprattutto il buon senso.

Luca Angelini

Fine novembre: quel FREDDO che si perde tra leggende, illusioni e falsi miti