12 May 2021

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FREDDO dal Rodano o da Trieste, cosa cambia per l’Italia?

Possibile che il freddo sull’Italia debba avere tutte queste complicazioni? Naturalmente non è un dispetto della natura ma una logica conseguenza della nostra posizione geografica. Assodato che l’aria fredda provenga principalmente dai quadranti settentrionali e a nord noi ci troviamo una bella barriera naturale come l’arco delle Alpi, il discorso è presto fatto. La nostra geografia devìa i flussi incanalandoli in specifici corridoi naturali rappresentati essenzialmente da solchi vallivi o dalle propaggini estreme.

Solitamente il freddo che entra dalla porta del Rodano porta con sè aria di origine marittima. Il vento tipico è il Maestrale e i fenomeni associati solitamente saltano le regioni settentrionali, specialmente quelle di nord-ovest, e puntano al centro-sud e alle Isole. Qui si possono avere anche nevicate a quote basse, segnatamente se trattasi di aria di recente estrazione artica, pur se sulle estreme regioni meridionali potrebbe confluire entro brevi distanze aria più mite a creare notevoli contrasti.

Il freddo che sfonda dalla porta della Bora invece è più spesso (ma non necessariamente) di natura almeno in parte continentale. La prima cosa che avviene all’approssimarsi del flusso è una azione di riflessione e rimbalzo a ridosso dei versanti esteri delle Alpi orientali, cui segue un incanalamento del vento, in questo caso la Bora, verso sud o sud-ovest attraverso le valli del Carso, con uscita impetuosa sul golfo di Trieste.

arti1A seconda se si tratti di Bora chiara (a curvatura anticiclonica) o scura (a curvatura ciclonica) possono accompagnarsi o meno fenomeni. Al di là di questa distinzione, generalmente riferita alla qualità della massa d’aria fredda, i venti di Bora si accompagnano ad irruzioni polari o artiche di tipo continentale che, contro uno spessore verticale limitato, possono essere davvero gelide.

La secchezza dell’aria poi viene superata con il prelievo di umidità lungo il passaggio obbligato attraverso l’Adriatico che la rimescola, sempre negli strati medio-bassi dell’atmosfera. Nasce così la possibilità di nevicate dapprima lungo tutto il versante adriatico, se la temperatura lo permette, anche fin sulle zone costiere, poi anche in val Padana, dove spesso va a sovrapporsi un flusso più mite e umido da sud-est apportatore delle classiche estese nevicate da addolcimento.

Luca Angelini

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