Freddo tardivo: ci sta ma se non dura troppo a lungo

Flowering apple fruit branches covered with snow during the springtime

La primavera è stagione di grandi contrasti che vede il rapido alternarsi di fasi calde ad altre fredde. Quel “rapido alternarsi” rende i rispettivi passaggi meteo-climatici innocui per la natura che sa benissimo come adattarsi. Se però queste fasi si prolungano nel tempo possono invece arrivare i problemi.

In primavera, quando le piante sono in fiore ma le temperature sono basse, i nostri coltivatori combattono l’eventuale presenza di gelo notturno con l’irrigazione antibrina. È un lavoro che richiede impegno e dedizione, poiché da ogni fiore nascerà un frutto. In pratica ogni giorno gli agricoltori controllano lo stato dei fiori. Di notte, in caso di abbassamento delle temperature sotto lo zero, arriva un allarme sul cellulare: bisogna correre subito al meleto. 

Meteo e agricoltura vanno a braccetto e l’unione fa la forza: in pochi minuti si deve decidere quando agire per evitare danni ai fiori, tenendo in considerazione fattori come temperatura, vento e umidità. L’esperienza di ognuno gioca un ruolo fondamentale nel prendere la decisione giusta. Il giorno dopo i meleti sono coperti da uno strato di ghiaccio ma i fiori sono protetti dalle gelate e il raccolto è salvo!

Nel disegno, il confronto fra erba bassa e erba alta nei campi: attenzione, l’erba alta in generale “alza” il livello della superficie solida sottoposta al raffreddamento per irraggiamento: in poche parole, è come se alzasse il livello del terreno portando il freddo più in alto e aumentando quindi il rischio gelata su fiori e gemme degli alberi. L’erba bassa, poi, favorisce il passaggio di brezze, che aiutano a rimescolare la colonna d’aria e a tenere più alte le temperature. Senza contare che il suolo con l’erba bassa tende ad accumulare più calore di giorno.

Credit: Prof. Lorenzo Giovannini del Gruppo di Fisica dell’atmosfera dell’Università di Trento

Report Luca Angelini