
Vento forte, aria tersa, clima mite e uno spettacolo in cielo. In queste poche parole è descritto quanto stiamo vivendo in questi giorni che precedono il Natale e che vedono protagoniste veloci correnti nord-occidentali. Nelle ore dell’alba e del tramonto le nubi caratteristiche di questo vento, costretto a scavalcare la catena alpina hanno assunto colorazioni davvero suggestive, visibili su alcune regioni italiane, soprattutto quelle settentrionali.
Per fugare ogni dubbio (semmai ce ne fossero) riguardo l’origine e lo sviluppo di queste autentiche pennellate di colore in cielo, abbiamo voluto spiegarvi in parole semplici la fisica di queste nubi.

Anzitutto il nome tecnico: nubi iridescenti. Il fenomeno ha origine proprio quando il vento scavalca una catena di montagne causando la nascita di un’onda d’aria (onda orografica). Il salto e il rimbalzo della corrente sottovento alla vette porta l’aria a condensare o a brinare lungo strisce imposte dalla conformazione delle creste e dà vita a formazioni nuvolose ad alta quota, solitamente tra 8.000 e 10.000 metri, note come altocumuli lenticolari (a forma di lente). Queste nubi vengono attraversate da venti forti ma rimangono visivamente ferme nel cielo , proprio in quanto la loro formazione è forzata dalle creste montuose

Quando la luce solare si abbassa sull’orizzonte, i cristalli e i prismi di ghiaccio che creano il ventre di queste strisce nuvolose, viene scomposta analogamente a quanto fanno le gocce d’acqua nell’arcobaleno. Ne risulta uno spettro di colori dell’iride particolarmente spettacolare, ben visibile fin dal suolo per via dell’aria estremamente tersa. Il fenomeno dell’iridescenza.
Qui sopra il fenomeno osservato da terra, sotto da satellite.
Luca Angelini
