Idrogeno nei motori diesel: azienda canadese ci crede

Potrebbe esser la rivoluzione del futuro senza sovvertire del tutto il presente. L‘idrogeno da autotrazione è senza dubbio la soluzione ai problemi legati alla mobilità sostenibile. Questo lo si sa da qualche decennio ma è evidente che le multinazionali del petrolio ne hanno boicottato la messa a punto lasciandoci nelle mani dei deprecabili e apparentemente insostituibili combustibili fossili. Ora però una azienda canadese, la Westport, ha detto “si”. Lasciando inalterata l’architettura dei motori a gasolio, è stato possibile mettere a punto un impianto di iniezione capace di utilizzare la nuova tecnologia denominata H2 HPDI all’idrogeno. In questo modo si riuscirebbero ad abbattere le emissioni serra allo scarico praticamente a zero.

Al momento la Westport non ha reso pubbliche le informazioni tecniche sulla sua tecnologia, ma ha fornito cifre interessanti. Secondo Westport le prestazioni avrebbero un incremento significativo: si parla di un aumento di potenza fino al 20%, mentre la coppia salirebbe del 18% rispetto all’alimentazione a gasolio. Le emissioni di CO2 sono definite “prossime allo zero” e, come nel caso dell’alimentazione a gasolio-metano LNG HPDI, viene mantenuta l’architettura del motore diesel esistente (questo fatto fa pensare anche anche in questo caso si usi l’iniettore bi-carburante) così come gli stabilimenti produttivi dei motori stessi. Le basse emissioni native permetterebbero inoltre di soddisfare requisiti anche stringenti per le emissioni CO2 con dispositivi di trattamento allo scarico semplificati. Un altro vantaggio promesso è la possibilità di usare idrogeno non puro al 100%, a differenza di quel che è richiesto dalle fuel cell.

Il sistema H2 HPDI si prende quindi una bella rivincita nelle emissioni TTW: l’idrogeno bruciando produce soltanto vapore acqueo e il gasolio iniettato per la preaccensione sembra essere veramente poco, dato che le emissioni allo scarico sono ridotte del 97%. Ritornando alla riduzione delle emissioni WTW si nota che, come accade con il sistema a LNG, esse dipendono molto dal “come” si produce il carburante: usando idrogeno Blu (prodotto dal metano, ma neutralizzando il carbonio emesso dal processo) le emissioni si riducono del 44%. Usando idrogeno verde – creato dall’elettrolisi dell’acqua con elettricità da fonti rinnovabili – il dato migliora moltissimo con una riduzione delle emissioni che, con il 71%, è persino migliore di quanto riescano a fare i veicoli con fuel cell. Il paragone è molto interessante perché l’idrogeno viene usato in entrambi i sistemi e se nei veicoli con celle a combustibile la riduzione delle emissioni TTW è del 100%, la produzione costosa e avida di energia delle fuel cell porta il dato WTW a valori paragonabili a quelli ottenuti dal sistema H2 HPDI.

Report Luca Angelini