Il Vortice Polare si rinforza e non aiuta l’inverno

Vortice Polare in ricompattamento, dopo la fase di debolezza che ha caratterizzato quest’ultimo periodo. La saldatura tra le onde che compongono la grande trottola sta prendendo forma dai piani superiori dell’atmosfera, in primis dalla stratosfera che, grazie alla sua grande stabilità, può fornire un elemento di prognosi a medio termine indubbiamente attendibile, anche a medio termine. L’esame delle carte che rappresentano la sezione verticale della circolazione polare fa intendere anche una buona comunicazione tra i piani alti e quelli bassi dell’atmosfera e pertanto ci aspettiamo che nell’ultima parte di dicembre e nella prima di gennaio vada a rinforzare anche il Vortice Polare troposferico, quello che guida la circolazione nei bassi strati.

Se ciò venisse confermato (e come abbiamo detto ci sono buone probabilità che lo sia) l’inverno si troverebbe in una situazione sfavorevole, dato che tutto il gelo andrebbe a concentrarsi alle alte latitudini (all’interno proprio del vortice polare), lasciando quindi il resto dell’emisfero in mano della fascia anticiclonica.

Lungo il bordo tra le due circolazioni antagoniste, le correnti occidentali andranno a rinforzare notevolmente, accelerando e guidando le perturbazioni atlantiche però a latitudini piuttosto elevate, intorno al 50° parallelo. Questo significa due cose, primo: la difficoltà da parte delle masse d’aria fredda di raggiungere il Mediterraneo. In secondo luogo la possibilità di vedere alternarsi fasi anticicloniche a passaggi perturbati atlantici, con la prima ipotesi prevalente sulla seconda. Quanto detto è quello che risulta al momento sulla carta. Va da sé che, all’atto pratico, il tempo può contare anche su altri elementi che esulano dai soli influssi della circolazione polare. E dunque inverno in difficoltà, vero, ma non è detta l’ultima parola.

Luca Angelini