
Il tempo non è mai una coperta uniforme stesa su tutto e tutti, ma un puzzle irregolare di condizioni anche molto diverse da zona a zona. Osservate la mappa in fondo all’articolo: illustra le condizioni di umidità dei terreni in Europa l’8 ottobre 2025 secondo le analisi del team climatebook e gli ultimi dati primitivi della base ERA5-Land del servizio responsabile dell’Unione Europea, Copernicus Climate Change Service. Nello specifico, i colori sulla carta indicano la deviazione (differenza) dei contenuti di umidità del suolo rispetto ai normali livelli stagionali.
Si nota che i terreni sono più asciutti del normale in gran parte dell’Europa sud-orientale e nord-orientale, in Germania settentrionale, Paesi Bassi, Belgio, Francia settentrionale e Inghilterra. Al contrario, le deviazioni positive dell’umidità del suolo sono predominanti nei paesi baltici, Svezia, Norvegia, Irlanda e parti dell’Europa centrale. Per l’Italia abbiamo condizioni secche sul nostro Meridione, sull’estremo Ponente ligure e, in parte anche su centro e Sardegna. Terreni decisamente più umidi sulle regioni di nord-est. Nel resto del continente, le condizioni sono prossime ai livelli normali per la stagione.
La valutazione delle condizioni di umidità terrestre riguarda lo strato compreso tra 28 e 100 cm sotto la superficie. Il contenuto di acqua in questo strato è fondamentale per la crescita di molte colture e normalmente riflette le condizioni meteorologiche del semestre appena trascorso. Quando l’umidità del suolo in questo strato è ben al di sotto dei livelli normali di stagione di una determinata zona, ciò significa condizioni (relative) siccità e quindi stress idrico prolungato per le colture
Report Luca Angelini

