INCENDI: l’autocombustione non esiste, la colpa è dei piromani

INCENDI, cosa sono e COME SI PROPAGANO: gli incendi, una piaga che interessa gran parte del nostro Paese segnatamente nel periodo estivo, ma anche in altre stagioni se avare di precipitazioni. Le situazioni più favorevoli alla propagazione degli incendi sono quelle che si manifestano soprattutto laddove ci si trovi in condizioni di vegetazione in stato di stess idrico, con elevate temperature e in situazioni frequentemente ventose, 

CAUSA DI INNESCO: inutile parlare di autocombustione: le possibilità che un bosco si incendi da solo sono assai remote, praticamente impossibili. Ogni volta che avvistiamo un rogo che devasta un bosco, quasi sicuramente è stato appiccato dall’uomo consapevolmente (leggi “piromani”) oppure risulta frutto di leggerezza o distrazione. tra le cause più frequenti l’abbandono di mozziconi di sigaretta e fuochi accesi per bruciare sterpaglie senza adeguate precauzioni. 

COSA FARE in caso ci si imbatta in un incendio boschivo? Naturalmente occorrerà allertare immediatamente la sala operativa della Protezione Civile componendo il numero unico 115, indicando il luogo e tutte le informazioni che possano rendersi necessarie ad un intervento tempestivo da parte dei Vigili del Fuoco.

LE CONSEGUENZE DI UN INCENDIO: cosa succede quando un versante montuoso è percorso dal fuoco? Per prima cosa bisogna sapere che un incendio di medie proporzioni sviluppa temperature altissime al suo interno. Tali temperature sono in grado di distruggere ogni forma vegetale presente in zona. Il fuoco, al suo passaggio, distrugge tutti i fertilizzanti naturali presenti sul terreno, quali l’humus e molti componenti azotati indispensabili per la crescita delle piante. Dopo il passaggio di un incendio, il terreno è nudo, senza più un adeguato substrato vegetale che lo supporta. Con l’arrivo delle piogge autunnali o invernali il quadro si complica ulteriormente; le precipitazioni, impattando su versanti completamente spogli e privi di assorbimento, possono causare dilavamento e quindi rischio di dissesto idro-geologico

Luca Angelini e Paolo Bonino

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