1 March 2021

Intanto il 2020 è stato l’anno più caldo di sempre nel mondo

Si corre dietro freneticamente a fantasmagoriche e irrealizzabili ondate di gelo invernali, e non ci si rende conto del segnale di sottofondo – quello climatico – che inferisce sull’andamento delle nostre stagioni, rendendole sempre più diverse dagli anni passati. Anche gli inverni sono cambiati: le ondate di freddo sono sempre meno frequenti, sempre meno intense e sempre più brevi.

Ma il tempo non è il clima. Per esaminare quello che sta dietro a questo cambiamento del segnale climatico di fondo dobbiamo conoscere come si stanno comportando le temperature a livello globale. Ebbene dai dati raccolti ed elaborati dalla NASA, il 2020 è stato l’anno più caldo dall’inizio delle rilevazioni, con uno scarto di +0,62°C rispetto alla media di riferimento 1981-2010, che diventano +1,25°C se consideriamo il periodo pre-industriale (1850-1900). Il dato va a pari merito con quello del 2016 e conclude una serie di anni eccezionalmente caldi a partire dal 2015.

Le aree che si stanno scaldando più velocemente si trovano alle medio e alte latitudini dell’emisfero nord, con particolare riferimento a quelle artiche, dove si registrano scarti anche fino a +6°C rispetto alla media 1981-2010.

Ai valori massimi anche le concentrazioni globali di CO2 (415ppm) il cui trend segue di pari passo l’andamento delle temperature, con le quali tracciano un parallelo costantemente puntato verso l’alto.

Luca Angelini