ISPRA, consumo di suolo record in Italia: cementificati 2 metri quadrati al secondo!

Il nuovo rapporto dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, è allarmante. Ogni secondo in Italia vengono cementificati 2 metri quadrati di territorio. A farne le spese, sono principalmente suoli precedentemente destinati ad agricoltura e vegetazione. Il grido d’allarme che da anni arriva dagli esperti rimane lettera morta. Nel nostro Paese, l’impermeabilizzazione e la cementificazione ha superato, nel corso del 2021, i 2 metri quadri al secondo. In appena 12 mesi, con una media di 19 ettari al giorno, le coperture artificiali hanno raggiunto la cifra monstre di 70 chilometri quadrati. Si tratta del valore più alto negli ultimi dieci anni e rappresenta ormai il 7,13% della superficie nazionale a fronte di una media Ue del 4,2%. E se si considerasse solo la porzione di territorio teoricamente disponibile e idonea ai diversi usi, la percentuale supererebbe addirittura il 10%.

Il risultato di questo processo senza sosta ha fatto sì che il cemento ricopra ormai 21.500 kmq di territorio nazionale. Di questi, 5.400, riguardano i soli edifici che rappresentano il 25% dell’intero suolo consumato. In altri termini in Italia possiamo annoverare una superficie totalmente edificata grande come l’intera Liguria. Secondo il Rapporto, attualmente sarebbero le strutture legate alla logistica a sfruttare più rapidamente ampi spazi di territorio.  Il fenomeno rimane alquanto vistoso nelle zone di pianura, lungo le coste e nelle principali fasce metropolitane, ma anche le aree di montagna non sono da meno. “La maggior densità dei cambiamenti è stata registrata quest’anno entro un chilometro dal mare e nelle città e nelle zone urbane e periurbane dei principali poli e dei comuni di cintura”, che sono le aree più attraenti per gli speculatori. Le superfici artificiali stanno infatti crescendo nonostante i cittadini residenti siano ormai stabili e, anzi, in molti casi addirittura in decrescita. Non a caso, per via della flessione demografica, il suolo consumato pro capite aumenta in un anno di 3,46 metri quadrati, passando da 359 a 363 per abitante. Erano 349 nel 2012.

Immane il danno anche a livello idraulico e idrogeologico: la cementificazione rende il suolo impermeabile esponendo i territori all’aumento degli allagamenti, delle ondate di calore, alla perdita di aree verdi, di biodiversità e dei servizi ecosistemici.

Fonte: Rapporto ISPRA 2022

Report Luca Angelini