La fine di un anticiclone

Tutto ha un inizio e tutto ha anche una fine; e questo vale anche per gli anticicloni, ovvero per quelle figure atmosferiche che sgombrano i cieli dalle nuvole e portano sole e temperature superiori alle medie. Sempre più spesso nel nostro Mediterraneo questi anticicloni sembrano avere uno strapotere rispetto ai loro antagonisti, i cicloni appunto, tanto da aver determinato nel corso degli anni un vero e proprio sovvertimento delle condizioni meteo-climatiche che erano tipiche delle nostre lande.

Ora, mentre scriviamo, l’ultimo di questo grandi anticicloni si trova sul viale del tramonto; non più alimentato dalle miti correnti subtropicali, sta iniziando a perdere mordente a partire dalle quote superiori. Lassù ad alta quota infatti la circolazione sta già cambiando: le correnti non ruotano più in senso orario, non si avvitano più verso il basso dissipando le nubi, ma stanno organizzando moti verticali, al momento blandi e limitati ma comunque sufficienti a costruire una sottile coperta nuvolosa, sintomo che qualcosa sta cambiando.

E’ un cambiamento che i più avveduti percepiscono come una liberazione, una benedizione, in quanto porterà la pioggia e la neve in montagna. L’acqua che serve; l’acqua è la vita e pertanto ci scuseranno tutti coloro i quali verranno disturbati, magari proprio nel bel mezzo del weekend da questo “fastidioso” fenomeno, quello della pioggia. Ma se, una volta tanto, guardiamo oltre il nostro piccolo steccato, riusciremo forse a comprendere l’importanza della pioggia, in un periodo che le è dovuto, pena aprire i nostri rubinetti nella “bella stagione” vedendo uscire solo sabbia….

Luca Angelini