Lo “scoperto deterministico”, quando le previsioni mancano l’obiettivo

La maggior parte delle volte neanche ce ne accorgiamo, dato che previsione e realtà quasi coincidono (ovviamente a breve termine), poi però ci sono quei casi, il più delle volte proprio nelle situazioni più delicate del tempo, in cui realtà e previsione sono nettamente differenti.

Tecnicamente i modelli che calcolano lo stato dell’atmosfera possono ad esempio collocare un minimo di pressione in un settore leggermente diverso da quello reale. Tanto basta per sovvertire l’andamento delle correnti, il loro eventuale impatto contro coste e catene montuose e l’energia che possono attingere per il loro sviluppo.

Come è possibile? Perchè questi errori?

Nel nostro speciale VIDEO dedicato proprio a queste evenienze ne avevamo giustappunto accennato parlando di “scoperto deterministico“. Questa locuzione, che magari non sarà ineccepibile dal punto di vista tecnico, ma sicuramente di facile comprensione per la gente comune, indica quella frazione di previsione che sfugge dai calcoli matematici e viene deviata dalla componente caotica che caratterizza il volume atmosferico.

Più una situazione meteorologica è movimentata e complessa e maggiore sarà la frazione caotica che insidia il responso numerico, quindi di conseguenze più vistoso sarà l’errore in sede di previsione. Temporali e quote neve, processi che si attuano a piccola scala, sono i fenomeni più vistosi che risentono molto di questi errori. In altri termini, più la situazione meteorologica si presta a fenomeni che richiedono attenzione e minore è la nostra capacità di prevederla.

E dici poco? No, ma dobbiamo farcene una ragione. Una previsione meteorologica, proprio per l’insidia di questa frazione che sfugge ai calcoli matematici non sarà MAI identica alla realtà. Un ritratto non è una fotografia, anche se ci assomiglia.

Ricordiamocelo semmai un giorno pretenderemo troppo nel dettaglio delle nostre previsioni.

Luca Angelini