
Circolazione emisferica ancora bloccata almeno fin dopo la metà del mese di maggio. Lo rivelano gli ultimi calcoli della modellistica numerica interpretati con apposite tecniche probabilistiche. Il pomo della discordia, se così si piò dire, sono le alte pressioni che si perdono alle alte latitudini costringendo le correnti fresche a portarsi verso il Mediterraneo. Trovando sotto di sé aria più calda, queste masse d’aria fresca tendono a instabilizzarsi e a generare annuvolamenti, talora accompagnati da precipitazioni.

Nella prima settimana oggetto di questa analisi (12-19 maggio), tutta l’Italia verrà coinvolta da questi fenomeni di instabilità, tuttavia le zone dove pioverà di più rispetto ai valori medi del periodo saranno quelle centro-meridionali e la Sardegna. Su queste aree, tra l’altro, appositi parametri individuano anche una certa probabilità per avere localmente anche fenomeni piovosi estremi (vedi carta qui sotto).

La piovosità tenderà invece a rientrare nella norma, quindi a diminuire, nella seconda fase, ovvero dal 19 al 26 maggio. Questo è dovuto anche ad un generale aumento della pressione su tutta l’area europea.
Discorso simile va fatto per quanto concerne le temperature: nel loro complesso i valori si porteranno su valori leggermente inferiori alla media del periodo nella prima fase (12-19 maggio) e poi risaliranno, ma non troppo in quello successivo (19-26 maggio). tant’è che sul medio Adriatico e al sud i valori potranno talora rimanere al di sotto della norma, anche se di poco. Fin quasi alla fine del mese pertanto sull’Italia non si vedono condizioni favorevoli a ondate di caldo precoci.
Luca Angelini

