Mari bollenti: Ligure e Tirreno come il golfo di Tunisi

Siamo esattamente a metà dell’estate e la situazione meteo-climatica in Europa e in Italia rimane su livelli critici, sia per la siccità, sia per le temperature elevate, ma soprattutto per la persistenza di queste condizioni che nulla hanno a che vedere con la normale estate mediterranea. A proposito di Mediterraneo, dobbiamo segnalare che anche i nostri mai stanno accumulando notevole calore, sia in superficie che in profondità.

Il mar Ligure e il Tirreno settentrionale stanno facendo registrare temperature massime di 28°C, come il golfo di Tunisi. Giusto per avere un metro di misura, la temperatura media superficiale che il mar Ligure dovrebbe raggiungere alla fine di agosto (quindi alla fine dell’estate) è compresa tra 24 e 25°C. In altre parole, siamo solo a metà luglio (e con tutto agosto davanti) e i nostri mari presentano già 3-4°C di esubero rispetto la media complessiva dell’intera estate.

Cosa comporta avere un mare così caldo? Diverse conseguenze, a partire dall’alterazione di tutti gli ecosistemi e dli equilibri marini di flora e fauna, che non riescono a sopportare temperature così elevate e di conseguenza muoiono, surclassati da nuove specie. Sul fronte meteo-climatico, un mare bollente espone la nostra regione a temperature molto elevate specie nelle ore notturne in quanto manca o si riduce al minimo il potere refrigerante dello specchio d’acqua che abbiamo davanti. Inoltre, un mare così caldo, ostacola ulteriormente l’inserimento di eventuali correnti fresche e/o perturbate, data la già scarsa incisività di queste correnti in questa stagione. L’eventuale sfondamento da parte della circolazione polare, come però sovente avviene in autunno, potrebbe d’altro canto avere l‘effetto opposto e incentivare l’azione di eventuali perturbazioni e degenerare in fenomeni violenti.

Paolo Bonino e Luca Angelini