NEVE: Appennini a secco, male anche nelle Alpi

Dopo il -39% rilevato a metà gennaio scorso, la situazione della neve sulle montagne italiane continua ad essere decisamente critica. Dall’ultimo rapporto pubblicato da Cima (Research Foundation), a metà febbraio il volume di acqua contenuto nel manto nevoso (anche definita SWE – Snow Water Equivalent) è ulteriormente peggiorata raggiungendo l’inusuale valore di -64%.

I dati peggiori arrivano dagli Appennini, dove si è fatto anche peggio del già nefasto inverno 2023. Le ultime nevicate significative sul comparto centro-settentrionale risalgono addirittura a novembre. Sul bacino del Tevere si registra un deficit di riserva idrica da neve del -93% e in Abruzzo del -85%. Situazione pessima anche in Basilicata, Calabria e Sicilia, dove prosegue una severa siccità da ormai oltre un anno: nel bacino del Simeto, principale fiume che alimenta settori orientali dell’Isola, lo SWE ha raggiunto un valore di -61% dopo le ultime nevicate registrate in quota a inizio gennaio.

Nulla di buono anche nelle Alpi: negli ultimi 12 mesi sul bacino del Po manca addirittura il -63% di acqua equivalente alla fusione della neve alpina, dato che evidenzia sia la scarsità di precipitazioni nevose, sia le elevate temperature medie registrate anche ad alta quota, con limite dello zero termico non di rado salito a livelli quasi estivi.

Fonte: CIMA

Report Luca Angelini