22 October 2020

Perchè l’anticiclone nord-africano porta un caldo così umido?

Come tutti ci siamo accorti, c’è caldo e caldo: c’è quello che ti porta temperature massime di 28-30 gradi ventilati e asciutti – come ad esempio quello che si realizza in presenza dell’aria marittima trasportata dalle correnti in uscita dall’anticiclone delle Azzorre – e c’è quello opprimente che si spinge fino a 36-38 (ma anche oltre) con tassi di umidità elevatissimi di provenienza continentale nord-africana.

Ma perchè il caldo continentale, quello africano, ci porta aria più umida di quello marittimo? Non è un controsenso?

La domanda è lecita, ma la risposta è molto più semplice di quanto si creda. L’aria che si forma in seno all’anticiclone atlantico delle Azzorre viene mitigata dalla presenza delle fresche acque oceaniche che limitano l’evaporazione alla superficie, e la rendono poco umida o addirittura ancor più asciutta se proviene dal nord dell’Atlantico. Ecco allora le temperature gradevoli, l’atmosfera trasparente e i cieli tersi.

Viceversa quella che prende forma sull’entroterra nord-africano, ovvero sulle sterminate sabbie desertiche del Sahara, è rovente e molto secca all’origine tuttavia, per raggiungere l’Italia, è costretta ad attraversare il Mediterraneo che è un mare già più caldo rispetto all’oceano (circa 4 gradi a parità di latitudine). L’alito rovente, scorrendo sulla superficie del mare, determina una notevole evaporazione e tutto quel vapore viene spinto quindi verso l’Italia dove porta temperature elevate, afa, atmosfera caliginosa e cieli biancastri, insomma il caldo fastidioso se non addirittura opprimente.

C’è da aggiungere che, in caso di massicce invasioni di caldo estremo nord-africano, l’inerzia del mare comporta una ulteriore cessione di vapore per molti giorni anche dopo la cessazione dell’apporto rovente, determinando così il rischio del ripetersi di ulteriori ondate di caldo fastidioso anche nelle settimane successive e in presenza di masse d’aria provenienti da altri luoghi. In questo caso però il substrato caldo-umido è sormontato da aria più fresca e reagisce costruendo piume temporalesche anche di forte intensità.

Luca Angelini

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