PIOGGE: la primavera ha spaccato l’Italia in due

E’ stata senz’altro una primavera dall’andamento singolare quella appena trascorsa (ricordiamo che per la meteorologia la primavera inizia il 1° marzo e termina il 31 maggio). Il trimestre in esame infatti è risultato estremamente piovoso su gran parte delle regioni settentrionali, ad eccezione dell’Emilia-Romagna orientale. Su alcune zone (osservate la cartina esposta qui sotto) è caduto più del doppio della pioggia che normalmente ci si dovrebbe aspettare per il periodo in questione (che tra l’altro è già abbastanza piovoso di suo). Dall’inizio dell’anno su gran parte dell’area alpina, prealpina e sull’Appennino settentrionale si sono già accumulato talora anche oltre 1.000 millimetri di pioggia.

Situazione diametralmente opposta invece sul medio versante adriatico, su gran parte del sud e su diverse zone della Sardegna. In Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia è piovuto mediamente la metà di quanto normalmente la climatologia ci indica. Sul sud dell’Abruzzo, sul Molise, sul Potentino, sul Cosentino tirrenico, su Catanese, Ragusano e Siracusano è caduto tra l’80 e il 90% in meno della pioggia che normalmente ci si dovrebbe aspettare nel trimestre primaverile. In particolare sulla Sicilia sud-orientale, in particolare su Catanese, Ragusano e Siracusano, sono caduti in tre mesi tra 0 e 50 millimetri di pioggia (vedi cartina sotto). E ora inizia l’estate; una situazione davvero preoccupante.

Fonte dati: Rete Meteonetwork

Luca Angelini