Pioggia di primavera: beneficio o fastidio?

Come dovremmo ormai aver capito, la primavera è stagione di transizione, una cerniera tra l’eredità dell’inverno che ancora domina alle alte latitudini e i prodromi dell’estate che invece scaldano i motori al di là del Mediterraneo. La primavera dunque, proprio per via di questo continuo braccio di ferro, è stagione di forti contrasti favorevole alle precipitazioni. E’ quindi normale che piova in primavera, evenienza che invece durante l’estate tende a diminuire per concentrarsi essenzialmente a ridosso delle zone alpine. Non consideriamolo pertanto un fastidio, ma un beneficio.

Cosa succede infatti se in primavera piove molto? E se piove invece molto poco?

Per spiegarlo ci serviamo della cartina allegata appena sotto: ci mostra l’attuale situazione dei suoli (situazione del 2 maggio) in relazione al quantitativo di umidità da essi contenuti. Per il nord Italia si nota ad esempio che i suoli sono intrisi d’acqua per diversi centimetri di profondità. Situazione opposta invece sulle nostre regioni meridionali dove i terreni in superficie sono decisamente più aridi. Prima di tutto quindi le precipitazioni primaverili (comprese le eventuali nevicate in alta montagna che vanno a rifinire il manto invernale semmai ce ne fosse) vanno a rifornire le nostre riserve d’acqua. Senza di queste potremmo avere seri problemi di approvvigionamento durante l’estate.

Inoltre dovete sapere che quell’acqua contenuta nel terreno funziona come un isolante; il terreno bagnato possiede infatti un’inerzia termica maggiore rispetto ad un suolo secco. A parità di energia solare incidente (o di avvezioni di aria calda) un suolo umido smaltirà parte del calore per attuare i processi di evaporazione, limitando così l’aumento delle temperature, cosa che non avviene invece in caso di terreni secchi, dove tutta l’energia incidente contribuirà al riscaldamento.

Nel primo caso (suolo bagnato) le temperature saliranno ma l’ascesa verrà presto rallentata o interrotta, mentre nel secondo caso (suolo secco), l’ascesa continuerà accumulando calore. E’ stato calcolato che la differenza tra un suolo particolarmente umido e uno particolarmente secco si aggira intorno a 2,5 – 3°C.

Ora, potete ben capire che, nel caso sopravvengano ondate di calore estive, con apporto di aria rovente dal nord Africa, una primavera particolarmente piovosa può contribuire a mitigare in parte gli effetti, ritardandoli oltretutto nel tempo. Sono solo 3 gradi è vero, ma possono fare la differenza.

Luca Angelini