Poi ci raccontano del riscaldamento globale…

Cinque giorni di freddo per dimenticare il riscaldamento globale. Questo succede quando si seguono i luoghi comuni pensando (parolone esagerato) di pancia anziché con l’apposito strumento, il cervello. Grazie al cielo però, esistono strumenti che ci aiutano a by-passare il tilt cognitivo ripulendoci dai ricordi pilotati e restituendoci l’imparziale realtà. Questi strumenti sono i termometri e la statistica climatologica.

L’attuale fase meteorologica caratterizzata da tempo freddo e instabile (per altro prevalentemente a carico delle nostre regioni settentrionali) ci offre lo spunto per imparare a distinguere, ancora una volta, la differenza tra tempo (quello che sta facendo appunto) e il clima (il tempo che ha fatto almeno nei 30 anni passati). Quello che stiamo vivendo è un evento meteorologico freddo a scala parziale all’interno di un quadrimestre bollente a scala globale. Ancora ad oggi, nonostante le condizioni simil-invernali su parte dell’Europa, aprile è uno dei più caldi mai registrati a scala globale, ma non solo. I primi 15 giorni di aprile, di stampo quasi estivo, non sono ancora stati neanche pareggiati dai 5 di stampo quasi invernale.

Inoltre, per capire una volta per tutte come funzionano tempo e clima, dobbiamo renderci conto che un evento meteorologico freddo può capitare all’interno di un lunghissimo periodo caldo. Questa è la spiegazione semplificata del grafico proposto nella figura qui sopra. Il grafico indica che il riscaldamento globale, galoppante, non esclude il verificarsi di eventi freddi anche rilevanti, dal momento che, oltre all’aumento della temperatura media, aumenta anche la varianza (se vogliamo: variabilità degli eventi meteorologici stessi). Gli eventi freddi però (quadratini azzurri), risultano vai via sempre meno frequenti e meno duraturi di quelli caldi (quadratini rossi) rispetto al passato: questo non impedisce appunto che anche in un clima molto più caldo non possano aversi eventi meteorologici freddi, anche non trascurabili. Come il caso attuale.

Evento straordinario? No, poiché le anomalie medie settimanali sono stimate tra -1,5 e -2°C con un picco di -5/-6°C nella giornata di martedì 23 aprile (media nazionale), mentre non dimentichiamo che fino al 15 del mese siamo arrivati anche a 10/11°C di anomalia positiva tra i giorni 13 e 14 aprile, con numerose punte massime anche superiori a 30°C (quella sì è stata una fase meteorologicamente straordinaria).

Inoltre, basta tornare anche solo all’aprile 2023 o 2021 per trovare un periodo ancora più freddo di quello attuale e di pari se non superiore durata (2021), con gelate tardive che furono devastanti su varie zone della pianura Padana. Nel 2021 le anomalie negative durarono dal 3 al 25 aprile circa, in pratica per quasi tutto il mese. Gelate intense anche nell’aprile 2023 pur se la fase fredda fu più breve e precoce, quindi con la vegetazione ancora in parte dormiente. E che dire della maxi nevicata del 17 aprile 1991 sulla pianura Padana?

Nonostante questo, il riscaldamento globale gode di ottima salute, purtroppo…

Ulteriore approfondimento video: “Chi ha paura del buio” a cura del Dott. Matteo Miluzio

Credit: foto località “Lepre” 1.200m- (Bassano del Grappa) – 22 aprile 2024 – Meteo Bassano e Pedemontana del Grappa

Luca Angelini e Pierluigi Randi