Quelli che: “basta pioggia”…

La si invoca per mesi poi, quando arriva, partono i lamenti. A prescindere dal fatto che ci si lamenta per ogni cosa, ma per quanto riguarda le piogge delle ultime settimane riteniamo che gli unici che possano ragionevolmente guardare un po’ spazientiti le nuove piogge in arrivo, siano gli amici del nord Italia, con i terreni già immersi in acqua.

Per tutti gli altri sarebbe opportuno lasciare da parte gusti personali e cercare di guardare oltre con un pizzico di buon senso: può una settimana di pioggia sopperire ad un deficit idrico che dura da più di due anni? La risposta è chiaramente negativa.

E’ normale che debba piovere proprio adesso, nel bel mezzo della primavera, quando nell’immaginario comune dovrebbero spegnersi gli ultimi capricci stagionali e avvertirsi i primi caldi? In questo caso la risposta è positiva. Si perché in Italia, volenti o nolenti, il mese di maggio, insieme a quello di novembre è, secondo la normale climatologia del nostro Paese, tra quelli più piovosi dell’anno, soprattutto per quanto riguarda le regioni settentrionali; guarda caso quelle interessate dalla pregressa siccità.

Quindi: ben venga che il livello dei laghi si è alzato, ben venga che i fiumi sono tornati a scorrere, ben venga anche che le nostre Alpi si sono ammantate di bianco. La pioggia che cade dal cielo deve essere considerata come una manna e non come una maledizione, e questo anche se può intralciare le nostre attività, urtando magari la sfera personale dei più sensibili. Si, perché là sotto, nel sottosuolo, l’acqua stoccata è sempre troppo poca e una ritrovata normalità non risolve certo con un tocco di bacchetta magica un problema di vecchia data.

E, dato che il futuro, a cominciare dalla prossima estate, non è dato a sapere, facciamo incetta finché possiamo e guardiamo oltre, magari con un po’ di pazienza, ma con certamente molta più serenità nell’affrontare i caldi che, prima o poi, arriveranno.

Luca Angelini