Quelli che: “anche in passato faceva così caldo”

Sarà il caldo sulle capocce, fatto sta che tutti gli anni, in occasione di una ondata di caldo estivo, si dispiegano i più disparati commenti in merito, molti dei quali atti a minimizzare l’episodio in corso. Sarà per controbilanciare l’effettivo costante catastrofismo propinato dai media, che hanno una grave responsabilità a riguardo, oppure sarà per il cosiddetto “effetto rana bollita”. Sarà quel che sarà, tuttavia se si va avanti a sensazioni personali non se ne esce. E allora che si fa?

Si vanno a tirar fuori i dati rilevati dai termometri e si confronta l’andamento medio di un trentennio climatico con il successivo traendo così una linea di tendenza. E questa linea di tendenza cosa dice? All’occorrenza potremmo andare a cercare tutti gli indicatori possibili. Se, per esempio, esaminiamo il numero medio annuo di giorni con temperatura massima superiore a 35°C sul nord Italia, e confrontiamo il dato di due trentenni consecutivi: 1961-1990 e 1991-2020 otteniamo un trend evidente.

Numero medio di giorni con valori massimi superiori a 35°C nel periodo 1961-1990: 2,1. Numero medio con valori superiori a 35°C nel periodo 1991-2020: 10,3. Dividendo quest’ultimo valore (10,3) per il primo (2,1) si ottiene 4,91. Questo vale a dire che, tra i due trentenni di riferimento, il numero medio di giorni con temperatura massima superiore a 35°C è praticamente quintuplicato, con il maggiore ulteriore tendenza all’aumento nel nuovo millennio, specie dal 2010 in poi. Vediamo nel 2024 come ci piazzeremo.

Pierluigi Randi e Luca Angelini