
Nel fosco panorama che aleggia intorno alla scienza in Italia, e con particolare riferimento al settore delle scienze dell’atmosfera e della climatologia, è certamente ben consolidato un radicale cambiamento nell’ambito dell’informazione, con internet che ha dato fiato alle trombe, permettendo a chiunque di essere tuttologo, spingendo ognuno ad essere scienziato di sé stesso, oltre ogni limite di ragionevole decenza.
Ecco allora che, giusto per fare un esempio che calzi a pennello, emergono nel corso dell’anno alcuni di questi 60 milioni di scienziati, i quali ti vengono fuori intorno a Natale con esclamazioni perentorie del tipo: “inverno finito“. Magari poi, anzi quasi sicuramente, son gli stessi che esclamano al primo e anche unico temporale di agosto: “estate finita!”.
Estate finita ai primi di agosto? Inverno finito? A Natale? Ma vi sembra normale sentire cose del genere?
Poi, vai un po’ a grattare la superficie e sotto sotto cosa scopri? Scopri che talune esclamazioni non scaturiscono da “complesse e inarrivabili analisi fisico-matematiche “, ma nascono da un tam-tam partito da chissà dove, magari da un “luminare” in astinenza da fatturazione che estrae dagli elaboratori una corsa deterministica ah hoc per auto-costruire una previsione meteo “ad personam”.
Ma fatemi capire: prevedere il tempo tra un’ora, un giorno, un mese o una intera stagione sarebbe la stessa cosa?
Ebbene carissimi amici e lettori, nell’intento di tirarci fuori dalle sabbie mobili dell’anti-scienza, mi permetto di darvi un consiglio spassionato e del tutto disinteressato: dubitate, dubitate, dubitate e ancora dubitate di chi vi propina questo tipo di informazione; fate attenzione alle fonti, verificate a posteriori quello che viene previsto con quello che effettivamente avviene. Ma soprattutto continuate a sperare nella neve alla vigilia di Natale, andate in ferie tranquilli a fine agosto; ricordatevi che l’inverno a Capodanno è solo all’inizio e che l’estate ormai ha messo le mani anche su settembre, tanto che non sarà certo un anticiclone di passaggio a far primavera o un benefico temporale a mettere l’ultima parola sul sole caldo dell’estate.
Luca Angelini


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