Se le stagionali avessero valore operativo, novembre sarebbe così

Come ormai sappiamo, i prodotti relativi alle tendenze stagionali non possono essere assimilati alle carte sinottiche utilizzate quotidianamente per fornire previsioni. Possono però fornire una stima probabilistica di come andranno a distribuirsi le principali anomalie. All’occorrenza il prodotto presentato in questo articolo, elaborato dalla NOAA americana, ha una valenza meramente sperimentale e ci fornisce proprio solo la probabilità che un determinato parametro (in questo caso il campo di temperatura al livello del suolo) possa discostarsi o meno dalla media climatologica.

La probabilità non è una certezza ed è per questo che lo scenario presentato non può essere considerato una previsione. Può però essere tenuto conto come possibile tendenza. Nel nostro caso possiamo ricavare che la temperatura calcolata dal modello equivale a circa l’80 percentile, ossia per l’80% è più alta delle temperature medie relative alla climatologia del mese di novembre. Anche per l’Italia questo equivarrebbe ad avere concrete possibilità che il mese di novembre possa trascorrere con valori medi al di sopra della norma tra 1 e 2°C (che sembra poco ma non lo è). In Russia questo scarto salirebbe addirittura a 2-3°C. E se pensiamo che il freddo dovrebbe arrivare proprio da li….

Una situazione più “rilassata” traspare invece dal campo della piovosità. Operando tramite lo stesso procedimento, si ricava una piovosità intorno ai valori medi del periodo su gran parte dell’Europa, Italia compresa. Le maggiori probabilità di un novembre secco si concentrano invece sulla penisola Iberica e soprattutto sul Mediterraneo orientale, interessando Grecia, Turchia e i Paesi che si affacciano sul mar Nero.

Luca Angelini