
Come ormai sappiamo, i prodotti relativi alle tendenze stagionali non possono essere assimilati alle carte sinottiche utilizzate quotidianamente per fornire previsioni. Possono però fornire una stima probabilistica di come andranno a distribuirsi le principali anomalie. All’occorrenza il prodotto presentato in questo articolo, elaborato dal prestigioso Centro di Calcolo europeo ECMWF, implementato da Copernicus, ha una valenza meramente sperimentale e ci fornisce proprio solo la probabilità che un determinato parametro possa discostarsi o meno dalla media climatologica. In questo caso sono rappresentate l’anomalia del campo di temperatura al livello del suolo e quella delle precipitazioni sul trimestre dicembre-gennaio-febbraio (inverno meteorologico 2025-26).

La probabilità non è una certezza ed è per questo che lo scenario presentato non può essere considerato una previsione. Può però essere tenuto conto come possibile tendenza. Nel nostro caso possiamo ricavare che le TEMPERATURE possano attestarsi su valori medi superiori a quelli climatologici tra il 50 e l’80%. Anche per l’Italia questo equivarrebbe ad avere concrete possibilità che il prossimo trimestre invernale possa trascorrere con valori medi al di sopra della norma.

Una situazione più “rilassata” traspare invece dal campo delle PIOGGE. Operando tramite lo stesso procedimento, si ricava una piovosità intorno ai valori medi del periodo su gran parte dell’Europa, Italia compresa. Le maggiori probabilità di un inverno leggermente più piovoso della norma (probabilità compresa tra lo 0 e il 40%) si concentrano sul nostro Meridione e la Sardegna.
Fonte: Copernicus – ECMWF
Luca Angelini
