Se si avverasse: freddo continentale sul Mediterraneo

Una carta così (osservate la figura allegata qui sotto) avrebbe poco senso a 120 ore di distanza (parliamo di 5 giorni). Ne assume invece se ci premuriamo di controllare che non si tratta di una semplice corsa deterministica ma dell’evoluzione media probabilistica. Che differenza c’è tra le due opzioni? Nel primo caso stiamo facendo affidamento ad una sola previsione. (probabilità di realizzo molto bassa) Nel secondo caso stiamo ponderano il segnale medio calcolato da ben 50 diverse previsioni. Questo dà valore aggiunto dallo scenario inquadrato.

Detto questo, tenendo comunque conto dei non indifferenti margini di incertezza, possiamo notare che, nel corso del prossimo fine settimana, la saccatura attualmente sull’Europa, alimentata da aria artica marittima, subirà un’opera di taglio da parte delle alte pressioni. Questo comporterà il possibile collegamento a ponte tra l’alta atlantica e quella russa. Se la manovra andasse effettivamente in porto, il vortice rimasto isolato sull’Europa potrebbe ricevere nei bassi strati un contributo di aria fredda, non più marittima bensì continentale.

Cosa cambierebbe all’atto pratico? Come conseguenza, nell’arco di tempo compreso tra il 21 e il 23 gennaio, avremmo certamente un ulteriore diminuzione delle temperature al di sotto delle medie proprio nei bassi strati, ovvero laddove il freddo marittimo si presenta in forma più edulcorata e irregolare. L’ipotesi è ancora in alto mare (si fa per dire…), tuttavia andrà certamente monitorata, anche nell’ottica di individuare eventuali occasioni per le nevicate che finora sono mancate nelle zone di pianura, contributo umido mediterraneo permettendo.

Luca Angelini