Tanta NEVE in poco tempo: massima allerta valanghe sulle Alpi

Da un estremo all’altro: su suoli secchi e poco gelati sono ora caduti notevoli spessori di neve fresca. Tanta neve in poco tempo rende i depositi sui pendii delle nostre montagne molto instabili. Come sempre accade poi, in occasione del transito di grandi perturbazioni, si generano in quota forti venti, talora anche da direzioni diverse; questo crea notevoli squilibri negli apporti nevosi lavorati dall’azione eolica che li rende ancora più instabili. A questo si aggiunga anche un certo sbalzo nel campo delle temperature, con una tendenza ad un generale rialzo dello zero termico; e questo è un terzo fattore destabilizzante.

Gli accumuli “nominali” comunque, quelli riferiti alla sola precipitazione caduta, ci indica spessori di neve fresca di tutto rispetto, anche di 110-120 centimetri alla quota di riferimento di 2.000 metri. Troppi per rimanere in bilico su creste e pendii, soprattutto se ripidi. Ecco quindi le indicazioni dell’Aineva, che mette in guardia per una situazione di pericolo valanghe anche marcato o forte su gran parte dell’arco alpino.

Nel dettaglio (vedi cartina in fondo all’articolo) è stato stimato grado di pericolo 4 (forte) su una scala massima di 5 su gran parte delle montagne piemontesi, sulle Alpi lombarde, le Dolomiti e le Prealpi venete. Grado di pericolo fino a 3 (marcato) sui restanti settori che comprendono anche la Valle d’Aosta, le Prealpi lombarde e il Friuli Venezia Giulia. Precipitazioni meno copiose e quindi pericolo un po’ meno spinto (grado 2 – moderato) sulle montagne dell’Alto Adige-Sud Tirol.

Luca Angelini