
Sarà, ma la statistica non è materia immediatamente “masticabile” da chiunque. Per questo si presta a fraintendimenti e a manipolazioni a piacimento, magari per nascondere la testa sotto la sabbia ( e di questo passo ce ne sarà sempre di più nei prossimi anni…). Sarà, ma per difendere a spada tratta taluni interessi o per autoconvincerci che è tutto a posto, c’è chi al momento giusto, come un gabbiano a pelo dell’acqua, salta fuori in quei miseri periodi più freddi del normale per negare il riscaldamento climatico.
Quello però purtroppo è una realtà che fa da sottofondo a qualsiasi evento meteorologico in ogni angolo della Terra. Meteo e clima sono incastrati l’uno dentro l’altro come scatole cinesi, ma non son la stessa cosa. Così, una ondata di freddo dalle nostre parti, rimane sempre più un‘eccezione. Il freddo, quello vero, non quello che pensiamo di sentire per va dell’effetto rana bollita, arretra sempre più verso le alte latitudini. A noi, abitanti del clima temperato caldo mediterraneo, non rimangono che le briciole. Una briciola che illude di aver in mano un panino.
Che attualmente faccia mediamente più caldo rispetto al passato è una (triste) realtà provata scientificamente (lo rilevano i termometri di tutto il mondo….). Chi lo nega è un simpatico (o forse sarebbe meglio dire “patetico”) zuzzurellone. Lo stesso dicasi per chi si ostina a dire che dipende dal Sole il quale, dal canto suo, è invece piuttosto “freddino” in questo ultimo periodo (dati NASA), proprio mentre le temperature invece crescono. Relazione inversa dunque. L’unica correlazione diretta con la CO2. Niente di male (si fa per dire) a non considerare la scienza, basta che poi non si scrivano giornali, non si gestiscano siti web, non ci si presenti come “opinionisti” nel talk show o peggio, che si governino i paesi.
Per tutti gli altri basti sapere che le soluzioni o gli accorgimenti, anche se parziali, per far fronte alla palese crisi climatica ci sono e vengono divulgati insieme agli allarmi, ma la stragrande maggioranza della gente li ignora di sana pianta perché “troppo scomodi“. Gli Stati e le grandi aziende invece gli ignorano perché non sono economicamente vantaggiosi nel breve termine. Così si aggrappano ai millantatori di cui sopra chiudendo il cerchio che ci impedisce di andare avanti. Qualche spiraglio oggi arriva oggi dalla COP30, dalla quale emerge che avremmo superato il picco massimo delle emissioni. Ora inizia la lenta discesa, ancora troppo lenta rispetto all’aumento delle temperature.
Report Luca Angelini
