Tempeste di vento estreme? La causa si chiama “Sting Jet”

Quali sono i motivi che possono trasformare il normale transito di una perturbazione atmosferica in una vera  e propria tempesta? Naturalmente tutto ciò che contribuisce ad accelerare il vento, ossia presenza di profonde depressioni con forti contrasti tra masse d’aria diverse su brevi distanze e deviazioni orografiche con eventuali strozzature, ma non basta. E’ stato infatti osservato che nel caso di ciclogenesi esplosiva, ovvero nel caso di basse pressioni che si approfondiscano tanto rapidamente da perdere 24 hPa in 24 ore, può verificarsi un particolare processo che determina la trasmissione dei forti venti in quota verso il suolo.

La dinamica vede il contributo di molti autori, è descritta nell’immagine sopra elaborata dal Met Office britannico (click per aprirla): la Corrente a Getto che alimenta da sud-ovest la depressione (fornendo vorticità ciclonica) trasporta a gran velocità lungo un piano ascendente aria mite e umida (freccia color arancio nastro trasportatore caldo), mentre dal lato opposto, da nord-est, si inserisce aria più fredda e asciutta (freccia color azzurro nastro trasportatore freddo). Il sistema frontale in questo modo prende forma a spirale, con una coda nuvolosa che viene risucchiata a forza verso il centro della depressione (tecnicamente “occlusione di ritorno”).

A questo si aggiunge l‘intrusione discendente di aria molto fredda e secca dalle quote superiori (a volte addirittura dalla stratosfera) in corrispondenza della quale si crea una zona di dissipazione nel tessuto nuvoloso (processo chiamato frontolisi). La rapida evaporazione che si procura raffredda ulteriormente l’aria che, diventata più densa quindi più pesante, inizierà a precipitare verso il basso trascinando verso il suolo il vento forte catturato in quota. Ecco allora che si crea una scia di vento estremo chiamato Sting Jet (velocità al suolo anche di 200 chilometri all’ora) lunga una fascia di una cinquantina di chilometri. Si tratta dunque di una situazione a mesoscala (vedi VIDEO in proposito) che se sfoga su zone abitate, può causare danni ingenti.

Fortunatamente sono situazioni che la maggior arte delle volte sfogano sull’oceano, ma non di rado possono colpire anche le zone prospicienti, come avvenuto sulle Isole Britanniche ad esempio nel disastroso evento del 1987. Anche l’Italia non è immune da questi eventi, pur se in prevalenza noi tendiamo a risentire degli effetti indiretti che comunque fanno anch’essi i loro danni.

Luca Angelini

Tempeste di vento estreme? La causa si chiama “Sting Jet”