Un giro incredibile e l’aria del Sahel arriva fino a noi

La meteorologia spettacolare, quella che ti stupisce, anche nelle sue anomalie. Con l’aiuto della nostra animazione (sotto l’articolo) possiamo seguire nei dettagli la singolare manovra che si sta per compiere tra Africa ed Europa. Un giro incredibile: la massa d’aria che ci interesserà nei prossimi giorni proverrà addirittura dalle latitudini tropicali, ancora più a sud di quelle subtropicali. Stiamo parlando di latitudini comprese tra 15 e 20° sud. Il motore anticiclonico che la convoglierà in verso orario in direzione dell’Europa occidentale e dell’Italia, la farà partire con un lungo avvitamento in diagonale sul deserto del Sahara per l’intera sua lunghezza fino a sconfinare sulle savane sub-sahariane del Sahel.

Dopo aver superato il Mali, la Mauritania e il Senegal, la corrente, sottoposta alla forte compressione discendente, prenderà il largo sull’Atlantico passando per l’arcipelago tropicale di Capo Verde e dirigendosi poi quasi in rettilineo verso la penisola Iberica. Qui in parte sfuggirà verso l’Islanda andando ad alimentare l’omonimo ciclone. Il restante fiume d’aria, superata la Francia, imposterà una curva a gomito verso destra (direzione sud-est) che costringerà la corrente, ormai molto calda, a superare l’ostacolo alpino. Le vette e i crinali più elevati, analogamente a quanto accade con uno scoglio appena affiorante dall’acqua, intercetteranno il vento mite facendolo letteralmente cadere per qualche centinaio di metri dai crinali verso le vallate superiori, l’area prealpina e l’immediata fascia pedemontana.

Questa ulteriore discesa (ricaduta favonica) sarà motivo dell‘esasperazione termica che sulle aree alpine centro-occidentali (dove l’aria verrà forzata a scendere da cime mediamente più elevate) potrebbe aver le carte in regola per battere i precedenti record di mitezza in relazione alla stagione. Aria in discesa da quote molto alte che però vedrà frenata la sua caduta verso il suolo dalla presenza di un coperchio freddo appoggiato sulla pianura Padana e da un altro più “fresco” che ristagnerà sui nostri mari. Il limite di questo fenomeno, noto come “inversione termica“, separerà l’aria mite e pulita delle alte quote da quella fredda, umida – e inquinata nei bassi strati padani) – che forse potrebbero venir in parte e a stento rimescolati nelle ore centrali delle giornate, ancora troppo corte per un’azione decisa e risolutiva. Tanto che nelle ore serali tutto tornerà a chiudersi: nebbie e nubi basse (vedi cartina qui sotto).

Se non è meteorologia spettacolare questa…. Per il resto Buon Anno Nuovo!

Luca Angelini