Velature e alta pressione

Anche l’alta pressione ha le sue nuvole e anche queste nuvole hanno un loro perché. Quando un promontorio anticiclonico è in fase di rinforzo ed espansione si comporta un po’ come una grande cupola che punta il suo vertice verso l’alto. La grande bolla di aria calda che infarcisce il nostro anticiclone infatti alimenta la sua struttura dall’alto creando una compressione che riscaldandola colonna d’aria.

Cosa c’entra tutto questo con le velature, ossia con le nubi cirriformi che, spesso, si notano in quota presenza di alte pressioni? Ebbene, queste velature sono proprio il segnale dell’aria calda che scorre in quota. Aria calda che trascina con sé quel poco di umidità che aveva all’origine e che brina in prossimità del tetto della tropopausa in minuscoli cristalli di ghiaccio: i nostri cirri appunto. Quando le velature, con i loro pennacchi sottili e discreti, che praticamente neanche disturbano il soleggiamento, solcano l’azzurro del cielo anticiclonico indicano un aumento in spessore della colonna d’aria per dilatazione (la proprietà fisica di qualsiasi materiale che si riscaldi è la dilatazione).

Ed è proprio questo che, avverso i moti discendenti delle alte pressioni, permette quella minima risalita dell’umidità che comporta la nascita dei nostri cirri di alta pressione. Nubi sottilissime, quasi invisibili che, soprattutto in prossimità di alte catene montuose, possono anche avere un ciclo diurno come onda orografica e non sono legate ad alcun tipo di precipitazione. Anche le nebbie e le nubi basse sono formazioni tipiche delle alte pressioni, ma di questo vi parleremo in un prossimo articolo.

Luca Angelini