
Come a luglio e anche di più. L’alito caldo dell’anticiclone nord-africano, che come sempre pone il suo punto di forza in quota, non si smentisce e forza ancora una volta il clima mediterraneo imponendo in alta montagna temperature davvero elevate per il periodo. Pensate che il livello dello zero termico in libera atmosfera salirà al di sopra dei 4 mila metri su gran parte dei cieli italiani, Alpi comprese.
La stabilità atmosferica per contro favorisce invece nei bassi strati condizioni di inversione termica e dinamica tali da mantenere complessivamente un più basso il profilo di temperatura rispetto a quanto atteso in quota. I valori anche in basso saranno comunque al di sopra della media climatologica relative alla prima decade di ottobre.

Tutto ciò ovviamente bene non fa alle nostre montagne, in modo particolare ai ghiacciai alpini, che vedono ancora differita la fine del periodo di ablazione glaciale. Solo i versanti settentrionali riusciranno a limitare i danni grazie alla bassa inclinazione dei raggi solari che manterrà in ombra i pendii più inclinati. Considerata la manifestazione temporanea dell’evento e l’avanzato periodo stagionale non dovrebbero comunque esserci ripercussioni significative sul permafrost che tiene insieme come un collante le rocce degli “scogli” più nobili delle Alpi, come il Cervino, il Dente del Gigante o l’Eiger, per altro al momento leggermente innevati.
Possibile rientro dell’anomalia tra domenica 13 e lunedì 14 ottobre per la graduale discesa dei valori di altezza geopotenziale in quota e quindi anche delle temperature in alta montagna.
Luca Angelini
Powered by Siteground
