Venti locali e venti sinottici

Breva e Maestrale: ecco due esempi di vento locale e sinottico. La cosiddetta “Breva”, brezza locale del lago di Como, e il noto Maestrale, vento turbolento e rafficato da nord-ovest che trasporta masse d’aria da luoghi lontani. Ma cosa origina gli uni e cosa origina gli altri?

LE BREZZE: il diverso riscaldamento dei suoli a livello locale è all’origine delle brezze. L’aria fresca, più densa, si muove verso l’aria calda più leggera. Per esempio, d’estate su una spiaggia arroventata dal sole, l’aria si scalda, diventa leggera e inizia a salire: si forma così una zona di relativa bassa pressione, caratterizzata cioè da aria calda e leggera, mentre il mare, più fresco, diventa sede di una relativa zona anticiclonica, più fresca. Il termine “relativo” sta proprio per “locale”. Ora, per colmare questa differenza di temperatura e di pressione si leva dunque la brezza. Si tratta di un vento al più moderato, di breve durata e spesso anche ciclico nell’aro delle 24 ore.

I VENTI SINOTTICI: sono innescati invece ad una differenza di pressione e temperatura delle masse d’aria legate alla circolazione generale dell’atmosfera. Nasce dal diverso riscaldamento tra le latitudini polari e quelle tropicali e pertanto si origina per riappianare questo gap trasportando masse d’aria da luoghi anche molto lontani. Può essere anche moderato o forte, persistere per più giorni, interessare interi continenti e interferire con le brezze inibendole (se contrari) o aumentandone (se in fase) la portata.

Luca Angelini