Vi diranno che i primi di marzo arriveranno il FREDDO e la NEVE…

hovmarzoSono ormai tre mesi suonati, e in alcuni casi anche di più, che alcuni portavoce ben identificati basano il loro modus operandi sull’arrivo del gelo e della neve. Fosse bastata anche solo un po’ di ehm.. fortuna e ci avrebbero anche preso ma quest’anno, oltre al “NO” perentorio proferito dall’inverno, ci si è messa anche la sfortuna e dunque siamo ancora alle solite profezie.

Ma quanto c’è di vero in questa paventata ondata di freddo polare prevista entro la prima settimana di marzo? Andiamo a consultare gli appropriati prodotti numerici e iniziamo a farci un’idea basandoci su elementi concreti, ammesso che al momento ce ne possano già essere di accettabili.

Iniziamo da lontano, con un rapido studio dei treni d’onda in alta troposfera (figura in alto). Il diagramma di Hovmoller rappresentato in figura ci mostra le anomalie previste nel campo del geopotenziale di 300hPa, ossia la probabilità che alla quota di circa 9.000 metri possano transitare sui meridiani euro-atlantici, tra 30 e 60 gradi di latitudine, alte o basse pressioni. Notiamo una piccola striscia colore azzurro, che indica una anomalia negativa del geopotenziale (bassa pressione) che attraversa le nostre coordinate di riferimento tra il 5 e il 7 marzo.

spaghi ecmwmarAndiamo dunque a vedere per quei giorni cosa propongono i due migliori centri di calcolo al mondo, sovrapponendo il campo di geopotenziale previsto in chiave probabilistica: ebbene (seconda figura) si nota anche in questo caso uno spread non indifferente tra le isoipse che generano il campo barico in media troposfera, con il modello GFS che si limita a far passare sull’Italia una 5.680 metri di origine nord-atlantica, mentre ECMWF si lancia in una più ardita 5.400 metri geopotenziali di provenienza scandinava.

Scremando ulteriormente le possibilità di incorrere in abbagli probabilistici abbiamo estrapolato dal modello americano il grafico d’ensemble (terza figura) e per quello stesso periodo (5-7 marzo), abbiamo numerato gli attrattori a favore di una fase termicamente sopra la media (6 attrattori – probabilità provvisoria 30%) e quelli a favore di una fase termicamente sotto la media (14 attrattori – probabilità provvisoria 70%).

70%? Ma allora è fatta penserà qualcuno, vista l’alta probabilità di irruzioni fredde. E invece le cose sono un tantino più complicate (da qui la dicitura sopra riportata di “percentuale provvisoria”), dato che lo spread tra i valori minimi e massimi evidenziati nel grafico è di ben 16°C. Questo significa che il 6 di marzo alla quota di 1.500 metri sopra l’Italia centrale, potrà aversi un campo di temperatura compreso tra -9°C e +7°C!.

ens marCome avrete ben capito, ad oggi le condizioni di predicibilità sono tali da non permettere alcuna attendibilità previsionale, ma solo di abbozzare una possibile linea di tendenza, la quale può dunque essere riassunta come segue:

Tra il 5 e il 7 marzo, stante la possibile espansione dell’alta pressione atlantica verso le alte latitudini euro-atlantiche, si delinea la tendenza ad una possibile irruzione di aria fredda dai quadranti settentrionali o nord-occidentali, quindi di eventuale matrice polare marittima, con calo delle temperature che sull’Italia potranno anche scendere fino a 3°C sotto la media di riferimento climatico. La probabilità che ciò avvenga assurge ad oggi a non più del 20%, con il rimanente pacco probabilistico ancora agganciato ad una evidente impredicibilità.

Detto questo, non ci rimane che attendere l’evolversi degli eventi e tornare sull’argomento non appena il quadro risulterà più nitido e coerente.

Luca Angelini

 

 

 

 

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