Sotto la spinta delle correnti atlantiche, la cupola di alta pressione che in questi ultimi giorni ha mirato al cuore dell’Europa e del Mediterraneo, inizierà ad inclinarsi su un fianco. Frattanto il lato rivolto ad ovest è già in fase di incipiente erosione da parte di un cavo d’onda depressionario, nato in seno al vortice d’Islanda e nei prossimi giorni previsto transitare sull’Italia.
Già questa sommaria descrizione sinottica ci fa capire che qualcosa sta cambiando: non ci saranno più i cieli blu cobalto degli ultimi giorni e, nonostante il caldo afoso riuscirà ancora a tenere banco su gran parte del nostro Paese, entreranno indubbiamente alcuni corpi nuvolosi a partire dalle regioni settentrionali.
Un primo ha già fatto da apripista oggi, giovedì 21 luglio, sul nord Italia, pur con fenomeni complessivamente scarsi o comunque ininfluenti. Tra venerdì 22 e sabato 23 l’approssimarsi del minimo di pressione dalla Francia darà luogo ad un apporto di umidità via via crescente che sulle nostre regioni settentrionali diverrà produttivo poichè inserito in correnti a curvatura ciclonica.
Nelle prossime 48 ore quindi ci dovremo attendere alcuni episodi temporaleschi che, a partire da Alpi e Prealpi, riusciranno a tratti a guadagnare anche le altre zone del nord Italia, seppur in modo più sparso e irregolare. Domenica 24 poi la ripresa della pressione atmosferica da ovest tenderà ad isolare il minimo di pressione facendolo nel contempo traslare verso le nostre regioni centro-meridionali.
Ecco allora che per la giornata festiva l’instabilità atmosferica tenderà a concentrarsi maggiormente su queste regioni, pur rimanendo attiva qua e là nelle ore pomeridiane e serali anche al nord. segnatamente a ridosso delle zone montuose.
Dato che tutto quanto si svolgerà in quota, non avvertiremo alcun ricambio d’aria al livello del suolo, ad eccezione di temporanee rinfrescate nel corso degli acquazzoni e una maggiore ventilazione generale. Solo lungo le Alpi il calo delle temperature potrà risultare apprezzabile, con discesa dello zero termico da 4.400 metri fin verso i 3.600 metri.
Luca Angelini
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