
In Groenlandia nel mese si marzo del 2022, in poco più di una settimana, caddero la bellezza di 16 miliardi di tonnellate di neve in pochi giorni. Questa quantità enorme è stata quantificata tramite l’analisi stratigrafica di un blocco di neve alto 15 metri, formatosi in quasi un decennio, dove spicca l’apporto eccezionale di questa singola tempesta.
Tutto rientra nell’evidenza dell’estremizzazione dei fenomeni meteorologici dovuti al surplus di energia disponibile in atmosfera a causa dei cambiamenti climatici, tuttavia la vera notizia è l’impatto che questa nevicata ha avuto: ha compensato circa l’8% della perdita annuale di ghiaccio della calotta glaciale groenlandese ritardando l’inizio della fusione estiva di circa 11 giorni.
Questo evento è stato causato da un intenso pennacchio di umidità partito fin dalle aree tropicali dell’Atlantico. Solitamente, questi corridoi atmosferici si accompagnano ad aria più calda e pioggia, che contribuiscono alla perdita di ghiaccio, ma in questo caso, incontrando condizioni particolarmente favorevoli, hanno portato in quelle zone la nevicata del secolo.
Questa scoperta evidenzia come eventi meteorologici estremi, anche nevicate intense, possano temporaneamente influenzare il bilancio di massa dei ghiacci in un contesto di cambiamento climatico complessivo sfavorevole.
Fonte: Geophysical Research Letters (in lingua inglese)
Report Luca Angelini

