
Meno famosa della successiva “PEG” (Piccola Era Glaciale), la “PEGTA”, Piccola Era Glaciale Tardoantica, fu una fase fredda che abbracciò oltre un secolo, tra il 500 e il 600 d.C. e che si estese a tutto l’emisfero settentrionale. Fu causata molto probabilmente da una serie di imponenti eruzioni vulcaniche che portarono le temperature a collassare fino a scendere di ben 2°C.
Ulteriori prove a questo evento climatico ci arrivano da uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica Geology. Queste prove sono costituite da ciottoli e detriti di granito scoperti sulle coste dell’Islanda nord-occidentale, vicino alla baia di Breiðavík. Ebbene, vista la loro costituzione geologica, questi detriti non sono originari dell’Islanda che invece è un’isola vulcanica caratterizzata da roccia lavica scura. Le analisi dei ricercatori indicano che le rocce provengono dalla Groenlandia, molto probabilmente trasportate da iceberg staccatisi dai ghiacciai dell’isola.
Lo strato di terreno in cui sono state rinvenute le rocce granitiche risale a un periodo compreso tra il 500 e il 700 d.C. circa, all’epoca della caduta dell’Impero Romano. Affinché così tante rocce siano arrivate nella baia di Breiðavík in quel periodo, dovevano esserci tonnellate di iceberg, cosa che si sarebbe verificata se le basse temperature avessero favorito la crescita dei ghiacciai. Le correnti marine della Groenlandia orientale avrebbero poi trasportato i detriti intrappolati negli iceberg dalla Groenlandia alla baia di Breiðavík con deposizione al momento della fusione degli iceberg.
Fonte dello Studio:; Geology – Greenlandic debris in Iceland likely tied to Bond event 1 ice rafting in the Dark Ages
Report Luca Angelini
