
La pioggia su un ghiacciaio è quanto di più triste si possa osservare in meteorologia. Una intensa perturbazione, carica di rovesci e temporali anche molto abbondanti (su alcune zone persino troppo), ma anche temperature in quota molto elevate, ancora troppo per il periodo. Così la grande perturbazione, erede dei fasti di uragano al di là dell’oceano, partorì il topolino. Sui ghiacciai valdostani, stremati dall’ennesima estate da incubo, solo un velo di neve e, per di più sopra i 3.500 metri.
Questo è il quadro che emerge dalle rilevazioni delle centraline poste al Plateau Rosà, il paradiso dello sci estivo, che ormai si rischia di praticare su ghiaccio nero e sassi affioranti che su magnifico firn. Un po’ di sollievo solo sopra i 4mila metri, che è una quota stellare per la neve anche in piena estate, dove si presume che possano essere caduti una trentina di centimetri, vento permettendo.
Ora, venerdì 29 agosto, l’ingresso di aria più fredda in quota dovrebbe favorire la discesa del limite delle nevicate fin verso i 3mila metri; giusto il contentino dell’ultimo momento, visto che ormai il grosso della perturbazione sarà già andato.
Credit: Meteo Valle d’Aosta
Luca Angelini

