
Secondo gli ultimi ricalcoli del modello europeo, il periodo compreso tra il 9 e il 16 settembre (ma anche qualche giorno prima di tale scadenza) l’Italia dovrebbe trovarsi lungo la traiettoria di correnti umide e instabili legate alla circolazione nord-atlantica. La reazione dei nostri mari, indubbiamente più caldi del normale, sarà determinante nell’alimentare ulteriormente l’apporto di umidità e fornire energia ai sistemi nuvolosi, incentivando quindi l’innesco di precipitazioni.
Al momento non avrebbe senso entrare nei dettagli,, data la scadenza temporale ancora elevata, tuttavia pare che gran parte dell’Italia sia ormai in procinto di mettere la parola “fine” alla fase secca dell’estate e intraprendere un primo passo verso la cosiddetta rottura stagionale. Una rottura almeno parziale, dato che se le precipitazioni, nel periodo indicato, si attesteranno su quantitativi complessivamente superiori alla media, il campo delle temperature, pur flettendo indubbiamente rispetto alla fase attuale, dovrebbe in ogni caso rimanere abbastanza elevato per il periodo e comunque su valori al di sopra della media. Ma questo è un aspetto che approfondiremo in un prossimo editoriale.
Luca Angelini

