6 December 2021

.

Sesto rapporto IPCC conferma: cambio clima troppo rapido per colpa nostra

Già da una prima lettura sono decisamente allarmanti i dati che emergono del Sesto Rapporto di Valutazione sui cambiamenti climatici predisposto dall’IPCC, l’ente intergovernativo chiamato a raccogliere ed elaborare gli studi della Comunità Scientifica Internazionale in tema di clima.

Tanto per iniziare il problema numero uno è la RAPIDITA’ con la quale si stanno manifestando i cambiamenti climatici. La temperatura media globale negli ultimi 50 anni è aumentata ad un ritmo mai visto almeno negli ultimi 2.000 anni. Questo aumento, come è stato dimostrato, deriva dal surplus della CO2 emessa dalle attività umane. Senza questo contributo le temperature attuali seguirebbero un andamento decisamente diverso; i soli fattori naturali infatti non avrebbero portato praticamente ad alcun cambiamento, come è ben rappresentato nel grafico nella figura qui sotto (in alto andamento temperature con contributo umano, in basso senza contributo umano).

Attualmente la temperatura media globale del Pianeta ha già raggiunto un aumento di 1.1°C rispetto all’era preindustriale. Il limite massimo consentito per non incorrere nel cosiddetto punto di non ritorno sarebbe +1.5°C, tuttavia dagli ultimi studi, firmati da 234 scienziati provenienti da 66 Paesi è emerso che già entro i prossimi 20 anni questa soglia critica con tutta probabilità verrà superata. Questo comporterà ondate di calore sempre più frequenti e intense, stagioni calde sempre più lunghe e stagioni fredde sempre più brevi, oltre al già noto problema dell’aumento in frequenza e intensità dei fenomeni violenti estremi, inondazioni e catastrofi ambientali come gli incendi.

I livelli della CO2 atmosferica, responsabili di questo rapido mutamento, dovuto al fatto che l’atmosfera non riesce più a smaltire il calore incamerato dal sole, sono in aumento esponenziale e hanno raggiunto valori mai rilevati da due milioni di anni. Di riflesso questo stato dell’arte è la causa principale del ritiro dei ghiacciai dagli anni 80/90, della diminuzione del ghiaccio marino artico e dell’acidificazione degli oceani.

Dunque, visto e considerato che l’ago della bilancia in questa fase climatica del nostro Pianeta siamo NOI, occorre che questo ennesimo allarme lanciato dalla Comunità Scientifica Internazionale venga ascoltato SUBITO dai governi di tutto il Mondo affinché prendano le opportune decisioni ORA, prima che la transizione verso forme di vita sostenibili per il Pianeta siano poste in essere così in ritardo da non poter più essere sostenibili dalla nostra economia.

Fonti:

Luca Angelini