Un ciclone da record in Atlantico

Questa è la meteo spettacolare, quella reale e non quella spettacolarizzata a forza da millanta catastrofi ad ogni alito di vento.

Un vortice ciclonico estremamente profondo, nato per l’enorme differenza di temperatura, e quindi anche di pressione, tra la circolazione polare ancora reduce dal recente stratwarming canadese e quella subtropicale che oppone il noto anticiclone anomalo alle porte dell’Europa. Ebbene questi contrasti estremi pongono il loro fiore all’occhiello sul nord dell’Atlantico, con questo ciclone fortunatamente lontano da terre emerse.

La carta di identità di questa figura è indubbiamente da record: pressione a livello del mare 936hPa, quota della superficie di 500hPa 4.870 metri (normalmente 5.500m) temperatura a questo livello di -45°C, quota superficie di 850hPa 840 metri (normalmente 1.500m), quota della tropopausa a fondo scala e potremmo andare avanti.

La traiettoria calcolata dai modelli numerici individua per i prossimi giorni il trasferimento del ciclone verso la Groenlandia. In questo caso però la risalita in latitudine causerà una perdita di vorticità ciclonica e quindi un indebolimento della struttura che sfogherà il massimo del suo potenziale in mare aperto portando venti di tempesta sulle acque attorno al Circolo Polare Artico.

Luca Angelini