Alte pressioni sempre più frequenti, anche in inverno

I più attenti se ne saranno accorti anche ad occhio: con il passare degli anni i regimi di alta pressione stanno diventando sempre più frequenti e prolungati, e non solo in estate, ma anche in inverno. Negli anni ’90 si è verificato un primo vistoso cambiamento, con un aumento del numero di giorni interessati da regimi anticiclonici, tuttavia la circostanza è risultata più vistosa nel periodo estivo. Minore l’impatto sul periodo invernale.

All’inizio degli anni Duemila il numero di giorni con condizioni di alta pressione è diminuito pur rimanendo a un livello leggermente superiore rispetto a quello degli anni ’90. Negli ultimi 20 anni invece la frequenza delle situazioni anticicloniche è aumentata sensibilmente anche durante il semestre invernale (ottobre-marzo). Poco dopo il 2010, il numero di giorni di alta pressione è passato in breve tempo da una media di 80 a quasi 100 a semestre, e da allora si è mantenuto ad un livello elevato.

Maggiori giorni con alta pressione vuole dire anche presenza sempre più frequente di aria mite, con temperature al di sopra delle medie. Le alte pressioni infatti sono state quasi sempre di tipo dinamico, ovvero con radice subtropicale e quasi mai di tipo termico; l’anticiclone russo-siberiano infatti non ha quasi mai raggiunto il Mediterraneo se non in rare occasioni (una delle ultime apparizioni significative risale al febbraio del 2012, ovvero 12 anni fa!).

Tutto ciò rientra in parte nelle oscillazioni periodiche della temperatura, dovute alla normale variabilità meteorologica delle nostre latitudini, cui si sovrappongono però le forzanti derivanti dal cambiamento climatico, che comportano un’espansione verso nord proprio della fascia anticiclonica subtropicale a spese di quella temperata. A tal proposito vi invitiamo ad approfondire la questione nell’interessante studio indicato qui sotto.

AGUIl ruolo della variabilità meteorologica sulle oscillazione delle temperature e delle piogge in Europa

Luca Angelini